Una normale settimana con YouTube. Tra vero, falso e verosimile

“La vita è tutta un quiz” cantava Arbore qualche anno fa; accadeva prima che la tv ci desse il tempo scaduto annunciando che no, la [...]

La vita è tutta un quiz” cantava Arbore qualche anno fa; accadeva prima che la tv ci desse il tempo scaduto annunciando che no, la vita non è più un quiz, piuttosto è un reality show, dove non occorre imbroccare la risposta giusta, anzi se la sbagli clamorosamente può persino funzionare meglio. Poi anche le “grandi fratellate” hanno cominciato lentamente a declinare, certo uno zoccolo duro di ammiratori resta, ma generalmente la sensazione che si coglie nello spettatore medio posto davanti al reality show è quella della noia, una profondissima e desolante tendenza allo sbadiglio che nemmeno una sana, volgarissima litigata tra una super tettona e un palestrato col cervello di una vongola riesce a mitigare.

Su You Tube c’è di meglio e di più. C’è la realtà della quale scandalizzarsi e incupirsi (in questa settimana i video più cliccati in Italia sono tutti riferibili alla tragedia di Avetrana); quella per la quale sperare, in un afflato di amore universale (le immagini dei minatori cileni), c’è il blob televisivo, che è poi la vera essenza della tv con le gaffe, i proclami e le oscenità (sia detto in senso ampio); c’è la finzione più spinta (quella dei virali e dei sempre cliccatissimi video musicali) e c’è la vita che confonde la finzione, o la finzione che si confonde nella vita, dove tutto può essere, e dove il copione lascia quasi sempre margini all’imprevedibile.

Emblematico il virale americano nel quale due pupazzi Kermit mossi da un burattinaio cantano con la voce di Freddie Mercury e di David BowieUnder Pressure“. Ciò che ha colpito non è stata l’esecuzione, quanto il cartello che compare sul retro, con la scritta  “Famiglia in difficoltà con 2 bambini senza tetto + senza lavoro”. Anche se un collegamento nella descrizione del video indica un’associazione no profit che aiuta i senzatetto, i commentatori di YouTube volevano sapere come aiutare quell’uomo in particolare. L’uomo in questione, Sky Soleil, ha dovuto aggiornare la descrizione del video sottolineando di essere solo un esecutore, di avere un tetto sulla testa e di non aver ancora dato vita alla sua famiglia.

Invertiamo l’ordine dei fattori, sembra finzione, ma è realtà. Il video emblemetico è stato ripreso durante un volo della Cebu Pacific Airlines durante il quale le assistenti mimano le consuete istruzioni per la sicurezza in volo. Con l’aiuto di Lady Gaga e di Katy Perry la hostess hanno però eseguito una versione coreografica delle loro istruzioni. Fortunatamente per i passeggeri (e per le assistenti di volo) la compagnia ha assicurato  che si trattava solo di un tentativo di dimostrare come l’azienda sia “divertente”.  E se i passeggeri avessero imparato di più sui giubbotti di salvataggio di quanto abbiano mai fatto prima?

Altro caso simbolo, il sigillo presidenziale di Obama che cade dopo il summit di Forbes delle donne più potenti del mondo . Questa volta è chiaro a tutti che si tratta di realtà, ma l’abilità del Presidente di uscire con disinvoltura da una situazione imbarazzante è degna di un copione hollywoodiano. Obama ha assicurato la folla che tutto andava bene ed ha scherzato: “Voi tutti sapete chi sono io“.

Tra i video più cliccati della settimana (a livello globale) quello di due conigli nani messi in due grossi bicchieri di carta. Non fanno nulla, si limitano ad essere ciò che sono.  Eh sì, nell’universo YouTube, spiare la placida esistenza degli animali è tra le cose più confortevoli, come dire, ci regala un momento di pausa vera. E siamo certi che i protagonisti non fingono. Qui la domanda su dove finisce la realtà e dove comincia la finzione neppure si pone.

E arriviamo alla giornata di ieri, giorno del 70mo compleanno di John Lennon. Spiccano gli auguri di Yoko Ono e di Ringo Starr. E noi ci chiediamo se John avesse gradito i nuovi mezzi di comunicazione.  Sono strumenti democratici, certo che li avrebbe graditi, o forse avrebbe avuto con essi un rapporto ambivalente, perché il limite della democrazia è che la libertà di parola è proprio di tutti, anche degli stupidi.

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