L’ebraismo a confronto con i temi del XXI secolo, su questo filo rosso si dipana la terza edizione del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica, al via oggi e fino al 13 ottobre 2010 a Roma; tra la Casa dell’Architettura ad il Palazzo della Cultura. Superando le lingue (la lingua ebraica è una ma gli ebrei parlano pur sempre tutte le lingue del mondo) il festival propone una serie di dialoghi con scrittori, esegeti, giornalisti, registi e critici letterari internazionali, con la volontà di accompagnare alla scoperta dei percorsi tracciati nei secoli dalla letteratura Ebraica delle sfide che dovrà affrontare nel futuro.
Stasera (ore 20.30) primo appauntamento alla Casa dell’Architettura con “Natural Born Writers”, un incontro tra Paolo Giordano e Ron Leshem. Un confronto tra due giovani scrittori, uno italiano e uno israeliano, che hanno conquistato il pubblico internazionale grazie ai loro romanzi d’esordio: Giordano, autore di “La solitudine dei numeri primi” (Mondadori, 2008) intervista Leshem, autore di “Tredici soldati” (Rizzoli, 2007).
Alla Cabbalà è dedicata l’intera giornata di domani. Il termine Cabbalà, che nel linguaggio talmudico significa semplicemente “tradizione”, è utilizzato per definire la mistica ebraica e le tradizioni esoteriche dell’ebraismo. La Cabbalà è la saggezza di “ciò che è nascosto” e i cabbalisti sono “gli uomini dell’interiorità”, che perseguono instancabilmente la loro ricerca della luce e della verità nascoste in tutto ciò che esiste. La Cabbalà ha sempre esercitato un grande fascino sull’uomo in cerca di risposte sulle grandi questioni dell’esistenza. È un percorso suggestivo e profondo, ma anche pericoloso se l’avvicinarsi alle profondità dello spirito e alle altezze dell’insondabile non viene affrontato con serietà e rigore. Con l’aiuto della scrittrice eritrea Yarona Pinhas (“L’uomo e l’universo tra lettere e numeri” alla Casa dell’Architettura alle ore 11), del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e del professor Giulio Busi, massimo esperto internazionale di Cabbalà (“Spiegare la Cabbalà” al Palazzo della Cultura in Via Portico d’Ottavia 73 alle ore 18) si cercherà di raccontare che cos’è esattamente la mistica ebraica, di svelarne le profondità e – in parte – i misteri, tracciando una netta distinzione tra ciò che è semplice superstizione e ciò che è frutto di un vero e sincero studio dei testi ebraici.
La giornata si conclude alla Casa dell’Architettura alle ore 21 con la proiezione del film “Il Giardino dei Finzi Contini” di Vittorio De Sica (1970). Manuel De Sica e Alain Elkann ripropongono al pubblico del Festival uno tra i capolavori del cinema italiano più apprezzati all’estero, che riesce ancora oggi a raccontare la storia, il dolore e la ferita profonda della Shoah. Dal palco del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica si intende anche lanciare un appello affinché la pellicola del film, restaurata nel 1996 dalla Sony Pictures, possa essere digitalizzata per garantirne l’adeguata conservazione.
Lunedì di scena il poeta israeliano di origine irachena Ronny Someck, che sarà intervistato dallo scrittore e poeta italiano Edoardo Albinati (“Blues del terzo bacio. Poesia” alla Casa dell’Architettura alle ore 18.30). In serata (alle ore 20.30 alla Casa dell’Architettura) la presentazione del nuovo romanzo dell’israeliano Meir Shalev, uscito in Italia il 29 settembre, “È andata così” (Feltrinelli, 2010). Sarà Simonetta Della Seta, Consigliere per gli Affari Culturali dell’Ambasciata d’Italia in Israele, studiosa e giornalista specializzata in Storia del Medio Oriente e Storia del Popolo Ebraico, ad intervistare l’autore, noto per la sua straordinaria vena poetica ed ironica al tempo stesso. Shalev racconta in questo libro la storia della sua famiglia che è stata, negli anni venti del secolo scorso, fra i fondatori di Nahalal, un villaggio agricolo nel Nord d’Israele.
“Ebraismo e persuasione in Carlo Michelstaedter” è l’incontro che il Festival dedica, martedì 12 ottobre (alla Casa dell’Architettura alle ore 10.30) al poeta, filosofo e artista goriziano Carlo Michelstaedter (1887-1910), morto suicida per un colpo di rivoltella, nell’anno del centenario della sua morte. Nella serata (alla Casa dell’Architettura alle ore 18.30) un originale “Dialogo sull’umorismo”, un incontro tra lo scrittore, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico Bruno Gambarotta, lo sceneggiatore Enrico Vanzina e Daniel Vogelmann, fondatore della casa editrice fiorentina Giuntina e curatore del recente volume “Le mie migliori barzellette ebraiche” (La Giuntina, 2010).
Concludono la giornata di martedì 12 ottobre (alla Casa dell’Architettura alle ore 20.30) la corrispondente del Corriere della Sera a New York Alessandra Farkas e la scrittrice americana Erica Jong per l’incontro sulla letteratura ebraica americana al femminile “Paura di volare”, dal titolo del primo romanzo della Jong, scritto nel 1973 e ripubblicato in Italia da Bompiani nel 2000.
Con un incontro alla Casa dell’Architettura e un concerto al Palazzo della Cultura al Portico d’Ottavia si conclude mercoledì 13 ottobre la terza edizione del Festival . Il giorno dopo la finale del Man Booker Prize 2010 (per il quale concorre e quindi potrebbe arrivare al Festival in veste di “neo-vincitore”) il romanziere, saggista, giornalista e umorista britannico Howard Jacobson incontra lo scrittore Alessandro Piperno per un’intervista su “Che cos’è l’amor” (alle ore 19.30 alla Casa dell’Architettura), occasione per parlare anche di “Un amore perfetto” (Cargo 2010), il romanzo di Jacobson sull’amore, sul sesso e sulla paura degli uomini verso ciò che rappresenta per loro il più grande mistero: la donna.
Grande chiusura alle ore 22 al Palazzo della Cultura con il concerto “Musica Immaginaria Mediterranea” di Raiz & Radicanto. Arrangiando la canzone napoletana come una cantiga sefardita o cantando un tradizionale mediorientale come potrebbe fare Sergio Bruni, il progetto cerca di mettere in risalto tutte le cose in cui le differenti culture musicali del mediterraneo si assomigliano – “immaginando” appunto una musica unica e panregionale – portando indirettamente così anche un messaggio di pace e mutuo riconoscimento in una parte di mondo ancora attraversata da dolorosi conflitti.
Info:www.festivaletteraturaebraica.it
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