Persone strane i collezionisti, capaci di raccattare ogni cose e dedicare un’intera vita ad una raccolta che talvolta è decisamente originale. Come quella messa insieme da due anonimi americani che mercoledì venderanno all’asta da Christie’s – Londra la più grande collezione di orsacchiotti di peluche mai vista al mondo.
Avete letto bene, orsacchiotti e animali giocattolo; in tutto 1.300 pezzi firmati da Steiff il famoso produttore tedesco tra il 1890 e il 1970. Lo stato di conservazione della collezione è eccezionale, ci sono numerosi pezzi che hanno anche 100 anni ma nulla – pare – hanno da invidiare in quanto a conservazione ai “colleghi” ben più giovani.
Per la casa di Londra la vendita è un vero e proprio evento, ma per quanto possa sembrare strano, il mercato dei peluche da collezione esiste può toccare cifre record, come quella raggiunta nel 1994 sempre da Christie’s, dove una bambola di peluche fu assegnata a poco meno di 130mila euro.
nella vendita di mercoledì si attendono cifre paragonabili per un pezzo soprattutto, valutato 80.000 sterline (92.000 euro), l’orso bicolore “Arlecchino” in mohair, realizzato attorno al 1925 da Steiff, ma ci saranno anche pezzi più abbordabili, che partiranno da cifre intorno ai 500 euro. La ditta tedesca viene considerata un po’ come la Rolls Royce dei pupazzi di pelo. La sua star fu sicuramente Teddy-bear, orsetto che prese il nome dal presidente americano Theodore Roosevelt e da un eipisodio rimasto nella storia. Nel 1902, durante una caccia il presidente si rifiutò di sparare ad un cucciolo di orso catturato dai suoi assistenti, inorridito dall’idea che si possa uccidere un animale tenuto prigioniero.
Interessante anche la storia legata alla fabbrica tedesca, partita con Margarete Steiff, una diciottenne costretta sulla sedia a rotelle. Nel 1879 la ragazza prese a cucire piccoli peluche con residui vegetali per far felici i bambini di alcuni amici. Il nipote, Richard Steiff la convinse nel 1902 a creare un orso in mohair (unisex) prendendo come modello un plantigrado dello zoo di Stoccarda. Cinque anni dopo, la produzione di orsacchiotti superava il milione di unità.
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