Il Nobel per la Letteratura 2010 è il peruviano MarioVargas LLosa, un nome che da anni emergeva tra i “papabili”. Lo ha anncunicato qualche minuto fa l’Accademia svedese.
Nato ad Arequipa, il 28 marzo 1936, lo scrittore gode di fama internazionale da quasi mezzo secolo. Dal libro d’esordio che gli regalò notorietà La ciudad y los perros (1963, La città e i cani), ambientato in un collegio militare della capitale Lima, a l’ultima fatica “Il narratore ambulante” uscito in Italia per Einaudi nel mese di settembre, Llosa è celebre per la sua immensa capacità descrittiva. L’ultimo romanzo è un viaggio affascinante tra gli “indios” del Sud America, in lotta per conservare la propria identità e dignità, in compagnia di un cantastorie e di un uomo che rievoca i ricordi di un compagno di gioventù.
Tra le sue opere più famose La casa verde (1966), Conversación en la Catedral (1969, Conversazione nella “catedral”), Pantaleón y las visitadoras (1973, Pantaleón e le visitatrici) e La tia Julia y el escribedor (1977, La zia Julia e lo scribacchino) e nel terzo millennio: Il paradiso è altrove (El paradiso en la otra esquina) (2003) e Avventure della ragazza cattiva (Travesuras de la niña mala) (2006)
Intrevista a Mario Vargas Llosa
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