John Baldessari, la retrospettiva al Met (New York)

Ampiamente riconosciuto come uno dei pionieri dell’arte concettuale, l’artista americano John Baldessari (Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2009) è uno degli artisti [...]

Ampiamente riconosciuto come uno dei pionieri dell’arte concettuale, l’artista americano John Baldessari (Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2009) è uno degli artisti più influenti degli ultimi 50 anni. “John Baldessari: Pure Beauty” è la prima grande retrospettiva in patria negli ultimi 20 anni di carriera,  allestita al Metropolitan Museum of Art dal 20 ottobre al 9 gennaio, la mostra è  caratterizzata da circa 120 opere che ripercorrono il periodo 1962-2010.

Un percorso che comincia coi suoi primi dipinti sino ad arrivare alle composzioni foto-e-testo ed alle fotografie combinate degli anni ’80, alle opere di forma irregolare realizzate nel corso degli anni ‘90, e poi i video, i libri d’artista e le installazioni di grandi dimensioni.

Baldessari: Kiss/Panic 1984

L’approccio curioso di Baldessari al fare arte ha ampliato i parametri di ciò che consideriamo arte. Le sue intuizioni hanno affinato le convenzioni sul fare arte e sulla natura della percezione, il tutto temperato da un acuto senso dell’umorismo.

Sin dal suo lavoro pionieristico della fine del 1960, John Baldessari ha infatti sfidato le regole storicamente accettate del modo di fare arte. Dalla pittura si rivolse verso immagini fotografiche, trasferendo sulla tela  istantanee prese dalla banalità del quotidiano  e poi unendo queste immagini con le parole, talvolta semplici brani tratti da manuali di istruzioni. L’interesse permanente Baldessari è la lingua, sia scritta che visiva, ed è stata questa in prima linea della sua opera, come in Clement Greenberg (1966-68), opera emblematica che consiste in un testo dipinto del celbre critico d’arte.

Celebre il suo Progetto per la cremazione (1970), col quale Baldessari incenerì in un cerimoniale quasi tutti i dipinti che aveva fatto tra il 1953 e il 1966. Questa rinuncia pubblica della pittura aprì una nuova fase della sua pratica in studio. Nel lavoro fotografico dei primi anni 1970, Baldessari abbracciò quindi altri temi come l’incidente o il gioco, come nelle serie Choosing (A Game for Two Players): Carrots (1971) e il libro d’artista  Throwing Three Balls in the Air to Get a Straight Line (1973.

Quando sul mercato arrivarono le telecamere portatili, Baldessari sperimentò il nuovo mezzo del video creando una serie di lavori iconici, sette dei quali saranno inclusi nella mostra. In I Am Making Art (1971) l’artista compie vari movimenti e gesti recitando la frase del titolo, e I Will Not Make Any More Boring Art (1971), scrive ripetutamente questa affermazione per 13 minuti. In Baldessari Sings LeWitt (1972), l’artista canta di Sol LeWitt “Sentenze on Conceptual Art” (1969) abbinandole alle melodie della musica popolare.

Oltre ai suoi scatti, Baldessari ha però anche lavorato su altre fonti fotografiche, come le foto di scena di Hollywood. All’inizio degli anni 1980, ha raccolto e ampliato queste foto lavorando sulla combinazione di immagini disparate per creare accostamenti di grande suggestione che conducono a significati inconcludenti. Ne sono sortite foto-composizioni come Kiss / Panic (1984) che hanno contribuito allo sviluppo dell’arte della fotografia di studio. Nello stesso periodo Baldessari anche iniziato ad abbandonare i formati standard rettangolari dando alle proprie immagini forme del tutto irregolari  mentre a metà degli anni ’80 cominciò a riprodurre puntini colorati sui volti nelle fotografie trovate, come in Bloody Sundae (1987) scoprendo che oscurando il volto prestato s’incoraggia lo spettatore a concentrarsi su altri aspetti delle immagini.

Negli ultimi anni Baldessari ha dato luogo ad una serie di ibridi: fotografie “corrette” con vivaci aree colorate con vernici acriliche, ha incorporato sollevato e abbassato le superfici per creare rilievi sottilmente strutturati che aggiungono l’elemento “scultura” alle immagini. La mostra si concluderà con esempi di lavori più recenti dell’artista, in cui ha sempre più focalizzato l’attenzione sul corpo umano frammentato e sulla relazione delle parti con il tutto. Nella serie di nasi e orecchie, braccia e gambe, per esempio, parti del corpo sono semplificate, allargate, e isolate dall’ambiente circostante. Come parte della mostra, Baldessari creerà anche due nuove foto-composizioni monumentali che saranno installati nella Sala Grande del Museo.

Prima della sua presentazione al Metropolitan Museum, John Baldessari: Pure Beauty è stato in mostra alla Tate Modern di Londra, Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona, e Los Angeles County Museum of Art.

Info:www.metmuseum.org.

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