Ci sarà anche Vitautas Landsbergis, primo presidente della Lituania indipendente e ora personalità di spicco nel panorama politico, nonché raffinato pianista e grande uomo di cultura, all’inaugurazione della mostra che dal 17 novembre porterà al Palazzo Reale di Milano le opere del più importante artista lituano: Mikalojus Konstantinas Čiurlionis (1875 – 1911). Sarà la prima retrospettiva italiana dedicata al fondatore dell’arte moderna lituana, pittore e musicista dalle straordinarie visioni del quale il presidente Landsbergis ha curato anche una biografia. In mostra 79 tempere e pastelli su tela o cartoncino del maestro, oltre a 30 acquarelli, chine e disegni, 24 fotografie e molti documenti (tra cui una raccolta di lettere inedite) provenienti da quel tempio segreto dell’arte moderna che è il Museo Nazionale di Belle Arti di Kaunas. Sarà inoltre presentato, per la prima volta dopo il 1910, l’Andante, il secondo dei tre quadri che costituiscono nel loro insieme la Sonata delle piramidi del 1908, recentemente ritrovato dopo anni di ricerche e acquistato da Osvaldas Daugelis per il museo che dirige.
La mostra, promossa dal Comune di Milano, è prodotta da Palazzo Reale, dalla Fondazione Antonio Mazzotta e dal Museo Nazionale d’Arte M.K. Čiurlionis è stata fortemente voluta dal Governo Lituano, che ha scelto Milano come prima tappa di un progetto itinerante che toccherà le principali città del mondo. 
Mikalojus Konstantinas Čiurlionis pur essendo considerato nel suo paese uno dei fondatori dell’arte moderna, è poco conosciuto nel resto del mondo. La quasi totalità della sua opera, compresi gli spartiti e le lettere, è conservata nel Museo Nazionale di Kaunas, che per la mostra milanese presta i dipinti più importanti e significativi. Sono tutte opere estremamente fragili e difficilmente trasportabili per la deperibilità dei materiali utilizzati (tempera e acquarello, per lo più su carta o cartoncino).
La mostra milanese viene quindi a colmare una lacuna, ma anche a saldare un debito verso un artista straordinario quanto insolito e misterioso per la sua pittura, per la singolarità delle sue visioni, dipinte “furiosamente, dimenticando se stesso, senza concedersi tregua”. La sua opera, condensata in soli sette anni (1902-1909), influenzò molti pittori a lui contemporanei. Fu apprezzato da Stravinskij, che possedeva un suo dipinto, e dal premio Nobel per la letteratura Romain Rolland, che nel 1930 ammirò le riproduzioni di suoi quadri sulla rivista russa “Apollon”. A sua volta Vasilij Kandinskij, colpito da alcuni dipinti di Čiurlionis esposti a San Pietroburgo, scrisse nel 1910 all’artista lituano per invitarlo alla mostra della Nene Künstlervereinigung di Monaco. Ma la lettera giunse con tale ritardo che Čiurlionis perse l’occasione di farsi conoscere al di fuori del suo paese.
Solitario dell’arte, divenne leggendario per le sue “visioni d’altri mondi”, che pochi ebbero la fortuna di conoscere prima che venissero finalmente mostrate a Berlino durante il Festival d’autunno del 1979. Una mostra esclusivamente dedicata a Čiurlionis dà l’opportunità di conoscere in Italia una personalità tra le più affascinanti della storia dell’arte, che precorre l’astrattismo senza tuttavia poter essere interamente collegata ad alcun movimento contemporaneo. Fa dunque parte di una schiera di artisti che, nelle loro visioni dell’origine dell’universo, hanno trovato mezzi espressivi nuovi per trasmettere le emozioni più segrete.
Morto nel 1911, a soli trentasei anni, Čiurlionis attraversò la pittura come una cometa, introducendo quelle tonalità velate e intimamente abbaglianti che secondo il filosofo Rudolf Steiner corrispondono alla terza parte costitutiva dell’uomo: lo spirito.
ČIURLIONIS. Un viaggio esoterico
Mostra a cura di Gabriella Di Milia e Osvaldas Daugelis
Milano, Palazzo Reale (Piazza Duomo 12)
Dal 17 novembre 2010 al 6 febbraio 2011
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