A Vicenza, dall’otto ottobre al ventuno di novembre, negli spazi della Fondazione Zoé, Loggia del Capitaniato, Teatro Comunale e Spazio Monotono, va in scena la mostra d’arte contemporanea internazionale “Respiro“. Sarà anche esposta una selezione di cartelloni della Collezione Zambon.
Mostra a cura di Adelina von Fürstenberg, e organizzata da ART for The World Europa, per la Fondazione Zoé di Vicenza con video ed audio installazioni degli artisti Vito Acconci, Sheba Chhachhi, Masbedo, Nikos Navridis, Farid Rahimi. “Respiro” e dunque Zambon Group ripropongono il dialogo sul tema della salute e dell’arte iniziato nel ’98 quando, in occasione del 50° anniversario dell’Organizzazione Mondiale della Salute, sostenne The Edge of Awareness, mostra itinerante a cura di Adelina von Fürstenberg, organizzata da ART for The World, secondo tematiche legate alla salute fisica e mentale, e con grandi installazioni di oltre quaranta artisti internazionali, da Sol LeWitt a Nari Ward, da Robert Rauschenberg a Chen Zen. Presentata con successo in quattro continenti, The Edge of Awareness venne esposta, tra il 1998 e il 1999, presso l’OMS di Ginevra, il Palazzo di Vetro dell’ONU e al P.S.1 di New York, il SESC Pompeia di San Paolo, Brasile, la Lalit Kala Akademi di Nuova Delhi, e il Palazzo della Triennale di Milano.
Per la seconda edizione di Vivere Sani, Vivere Bene Vicenza 2010 – quattro giorni di eventi e conferenze sul tema della salute organizzata dalla Fondazione Zoé, cui fa capo Zambon Group – Respiro (Breath) investe i luoghi della manifestazione con una serie di opere che affrontano la tematica del respiro e della salute in generale. Un itinerario di installazioni artistiche in diversi spazi della città di Vicenza – la sede della Fondazione Zoé a Palazzo Bissari, la Loggia del Capitaniato, il foyer del Teatro Comunale e lo Spazio Monotono – insieme a una selezione di cartelloni della Collezione Zambon Group, l’esposizione prevede video ed audio installazioni che sviluppano tematiche legate alla respirazione, all’apnea e all’immersione.
I “billboards” o più semplicemente cartelloni non sono un oggetto pubblicitario, ma un insieme di opere d’arte metaforiche che evidenziavano le tematiche affrontate nella mostra The Edge of Awareness (1998-1999) come ad esempio l’inquinamento ed il degrado ambientale, la droga, l’Aids, la follia, l’invecchiamento. I quattordici billboards, stampati su vinile, sono stati ideati, su invito di Adelina von Fürstenberg, dagli artisti Stefano Arienti, Willie Bester, Silvie Defraoui, Touhami Ennadre, Alfredo Jaar, Ilya Kabakov, Sol LeWitt, Matt Mullican, Robert Rauschenberg, Miguel Angel Rios, Sophie Ristelhueber, Teresa Serrano, Pat Steir e Frank Thiel. I billboards, prodotti da Duggal Color Projects, New York, appartengono alla Collezione Zambon. Una selezione di dieci billboards sarà installata presso la Loggia del Capitaniato e al Teatro Nuovo.
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