Non esclude di poter tornare a scrivere di Harry Potter, lo ha detto J. K. Rowling intervistata da Oprah Winfrey. E la notizia ha fatto subito il giro del mondo, tanto più che l’umanità s’era orami convinta che la saga fosse finita col settimo volume: “Harry Potter e i doni della morte“. Questo significa che presto “il maghetto” (che ormai potrebbe anche avere anche moglie e figli, aggiungiamo, dunque quel diminutivo potrebbe suonare stonato) potrebbe tornare il librearia con l’ottavo epidosio della serie? Forse sì, ma forse anche no.
Tanto per rassicurare la platea la scrittrice britannica ha precisato che in questo momento vive un’altra fase della sua carriera letteraria, dunque l’ipotesi si allontanam, tuttavia ha anche detto “Non sono pronta a dire che non lo farò“, questo perchè – ha spiegato – i personaggi sono ancora ben presenti nella sua mente, e l’operazione di mettere insieme nuove avvanture non le sarebbe difficile.
Nel corso dell’intervista alla celebre ancorwoman americana, la scrittrice ha confermato per l’ennesima volta quanto Harry Potter le abbia sconvolto la vita, parapazzi inclusi. Il costo che si paga per aver venduto 400 milioni di copie nel mondo ed aver fornito materia prima per film che hanno incassato, fino a questo momento (mel 2011 aspettiamo quello che doveva essere l’epilogo della saga) 5,3 miliardi di dollari .
La pressione dei giornalisti può essere tutto sommato un prezzo sopportabile. Il risvolto – ironia a parte – è in realtà alquanto delicato. la Rowling, lanciata dal “maghetto” nell’ipogeo dei facitori di best seller potrebbe desiderare di sganciarsi da quel personaggio tanto ingombrante (un desiderio del genere era forte nel suo connazionale Conan Doyle, autore di Sherlock Holmes). Tuttavia seguire altri percorsi potrebbe condurla direttamente all’insuccesso; il rischio c’è sempre, anche quando a pubblicare è un nome ben sostenuto dal marketing. Ed un insuccesso finirebbe con il legare ancor più fortemente la Rowling al suo personaggio, come autrice che è stata capace di esprimersi con una sola storia. Il che non sarebbe neppure un peccato grave, dipende dalle ambizioni.
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