“Diversamente vivi. Zombi, vampiri, mummie, fantasmi” al museo Nazionale del Cinema

Zombi e vampiri, sul grande schermo fanno grande tendenza ma la loro relazione con la settima arte parte da lontano, ed è una sotria tutta [...]

Zombi e vampiri, sul grande schermo fanno grande tendenza ma la loro relazione con la settima arte parte da lontano, ed è una sotria tutta da raccontare. Fino al 9 gennaio, la racconta il Museo Nazionale del Cinema di Torino con la mostra “Diversamente vivi. Zombi, vampiri, mummie, fantasmi”, a cura di Peppino Ortoleva. Il titolo geniale e ironico che fa il verso a quel “socialmente corretto” che cela un bel po’ di ipocrisia, introduce ad un’esposizione unica e sorprendentemente varia, realizzata con materiali tratti in gran parte dalle ricche collezioni del Museo Nazionale del Cinema, e arricchita con preziosi  apporti del Museo di Arte Orientale, del Museo Egizio, e di vari altri musei.

Si può dire che  in tutto il suo secolo di vita, dai primissimi esperimenti di Méliès fino al successo mondiale della saga di Twilight, il cinema abbia flirtato coi morti viventi, raccogliendo un tema che da sempre tocca l’essere umano nel profondo e che ha alimentato una sorta di mitologia della cultura di massa diffusa attraverso i media più disparati: romanzi,  fumetti, televisione, videogame, ma che sul grande schermo ha trovato la sua forma di espressione più efficace.

Manifesti, fotografie, oggetti e materiali pubblicitari raccontano le storie dei morti viventi al cinema, declinate nelle diverse mitologie dei vampiri e dei fantasmi, delle mummie e, più di recente, degli zombi. Ma la mostra non è solo un’esposione di materiale più o meno “orripilante”, infatti tenta di svelare le connessioni con le radici culturali ed emotive che hanno generato il fenomeno con collegamenti tra la filmografia dei morti viventi e la tradizione senza tempo dello spiritismo. Sintetizzando, il successo planetario di Twilight non sarebbe mai stato tale senza quelle figure dei morti viventi che trovarono una prima, compiuta sistemazione formale alla fine dell’Ottocento (e Frankestein ne è in qualche modo apparentato), per poi riversarsi in numerose reincarnazioni destinate a dilagare nel Novecento

Non si tratta soltanto di un genere: l’horror, è vero, predomina con le sue storie di malvagità indicibili e tormenti peggiori della mortepuntualizza Peppino Ortolevama non sono mancate, a più riprese, storie di fantasmi e ora anche di vampiri di tono romantico, nostalgico, spesso struggente. Per non parlare dei non morti da ridere, antichi come il cinema e anche di più”.

Come di consueto, il percorso della mostra inizia sulla cancellata esterna della Mole Antonelliana, per proseguire poi nell’Aula del Tempio, cuore del museo. All’esterno, una trentina di immagini di grande formato raccontano il backstage del cinema dei morti viventi (trucco, scene, foto di set, momenti di pausa nelle riprese) dagli anni Trenta a oggi.

All’interno, il percorso si apre con i vampiri, che dal mito fondatore di Dracula si spingono sino alla popolarissima saga contemporanea di Twilight, per poi passare alle storie di fantasmi, alle mummie e, in conclusione, ai racconti popolati dagli zombi, che rappresentano le più recenti e pervasive incarnazioni della mitologia degli esseri non ancora morti ma neppure più vivi.

Sulla rampa elicoidale trovano posto trenta manifesti cinematografici originali di diverse epoche, tutti provenienti dalle collezioni del museo, a completamento di un percorso narrativo-riflessivo composto da foto di scena. riproduzioni di dipinti e documenti storici, fotosoggetti originali e brevi testi introduttivi.

Due installazioni video ripropongono le più famose sequenze tratte dai capisaldi dei film di genere, mentre l’intero percorso è movimentato da sorprendenti ed evocativi interventi scenografici, ideati da Elena D’Agnolo Vallan e Marco Ostini, che si avvalgono tra l’altro dei suggestivi “effetti speciali” creati da uno dei maggiori specialisti del settore, il torinese Michele Guaschino.

A completamento della mostra, sono previsti numerosi eventi collaterali, tra i quali una festa alla Mole Antonelliana con maschere a tema e numerose altre sorprese (sabato 30 ottobre, la vigilia di Halloween), annunciato anche uno spettacolo “a tema” dello straordinario trasformista Arturo Brachetti. Info: www.museonazionaledelcinema.it

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