Salvator Rosa: bandito, selvaggio e magico. A Londra

Un’artista semi dimenticato, Salvator Rosa, un maestro del Barocco dall’animo ribelle, anticonformista ed in anticipo sui tempi che molto piacerebbe al pubblico di oggi, se [...]

Un’artista semi dimenticato, Salvator Rosa, un maestro del Barocco dall’animo ribelle, anticonformista ed in anticipo sui tempi che molto piacerebbe al pubblico di oggi, se avesse la possibilità di conoscerlo meglio.

Si può rimediare. Fino al 28 novembre alla Dulwich Picture Gallery di Londra, una mostra “Salvator Rosa: bandits, wilderness and magic” (bandito, selvaggio e magico) riporta nel Regno Unito le opere di questo napoletano (1615 – 1673) che spesso fu nel mirino della santa Inquisizione.

Stravagante e versatile, Rosa ha lasciato il suo segno nella pittura. Fu infatti uno degli artisti più audaci ed una delle personalità più fortemente inventive dell’Italia del XVII secolo, uomo di lettere, di tetro e alchimista oltre che pittore. Inventò nuovi tipi di pittura per le immagini allegoriche, e si contraddistinse per una struggente e malinconica poesia, per i ritratti di personaggi di fantasia romantici ed enigmatici (viene considerato il primo romantico); per i temi macabri e raccapriccianti; e per aver messo in pittura alcune delle principali preoccupazioni filosofiche e scientifiche del suo tempo. Le sue prime opere, in particolare i paesaggi, sono luminosi e ricchi di motivi pittoreschi – fatiscenti torri, le barche sulla riva del mare, i viaggiatori che attraversano ponti colorati, banditi in agguato in anfratti rocciosi. Col tempo è andato verso uno stile più grandioso, e la sua arte matura è caratterizzata dalla sua libertà tecnica, dai suoi chiaroscuri ricchi e dai colori scuri ma forti, che creano una suggestiva atmosfera. Nessun altro artista ha creato paesaggi spazzati dal vento di una tale potenza espressiva ed emotiva, o figure scure di tale intensità. In definitiva Rosa ha inventato l’accento sulla libertà e sincerità dell’arte (celebre l’Allegoria della Fortuna, dipinta intorno al 1658, una satira sul nepotismo del papa che suscitò scandalo e dove mostra la personificazione della Fortuna che indiscriminatamente conferisce simboli di ricchezza, status e potere agli animali che si ritrova tra i piedi – al Paul Getty Museumdi Los Angeles -). Insomma, Rosa mirava a smascherare gli intrighi dei potenti, forte di una personalità misteriosa e indipendente. A differenza di Caravaggio, Rosa era veramente un ribelle, radicale, anti-clericale, associato al pensiero libertino. Non poteva proprio piacere all’Inquisizione.

La mostra di Londra è organizzata tematicamente. Le varie sezioni sviluppano i temi degli autoritratti e dei ritratti, dei paesaggi e dei dipinti ispirati dal rapporto con scienziati e filosofi.

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