Che il tartufo sia in fondo ancora un mistero della natura è acclarato. Certo, la botanica e la chimica le spiegazioni sulla sua natura le offrono, ma probabilmente solo approfondendo l’influenza delle sue particelle odorose sul sistema nervoso umano si riuscirà a definire con chiarezza il perchè di questo enorme potere seduttivo. Scoprire come mai per il profumo di questo brutto figlio dei boschi che non è buono, ma è di più o forse è “altro”, esseri normalmente pensanti siano disposti a spendere fior di quattrini. Anche 50 euro per una grattatina – e ripetiamo una grattatina – del più pregiato dei tuber: il Magnatum Pico, meglio noto come tartufo bianco di Alba.
Una questione di staus symbol? No, o meglio, non solo. Una questione animalesca, piuttosto – e sia detto senza offesa – laddove pare che queste incosistenti particelle di profumo, una volta toccate le narici riescano a bypassare bellamente il sitema cosciente e arrivare dritte nella sede delle emozioni. Almeno, è questa la tesi più comunemente sostenuta. E c’è anche un perché, vivendo sotto terra e non avendo fiori varipinti da mostrare agli insetti, il tuber ha come unica possibilità di propagandare la specie (le spore) quella di inviare verso la superficie molecole odorose percepite da altri esseri viventi, in modo quasi sublimale da cani e maiali, e sconvolgendone in qualche modo la mente in quanto strettamente apparentate con quelle di tipo sessuale. Insomma, nell’articolato aroma del tartufo vi sarebbe un codice chimico capace di passare inosservato alla censura razionale del cervello per finire direttamente al sistema limbico che governa emozioni e sentimenti. Dunque, se siete disposti ad accendere un mutuo pur di concevervi una tagliatella al tartufo non sentitevi in colpa.
Altro che tagliatelle, le prelibatezze più nobili e tutto ciò che la sapienza tradizonale e la moderna creatività possono realizzare col tartufo, ad Alba ci sarà. Dopo il prologo dei passati week end, la Fiera del tartufo, edizone numero 80 bussa alle porte con un programma particolarmente intenso (leggi qui), dove il lato gastronomico (ricchissimo di appuntamenti) sposa un calendario di eventi culturali e d’intrattenimento. Dalla mostra delle opere di Franco Battiato (leggi articolo) che sarà inaugurata sabato 2 ottobre, alla Fiera mondiale vera e propria dove il meglio delle produzioni Langhe e Roero troveranno da sabato 8 ottobre la loro vetrina d’eccellenza. E poi, il palio degli asini, le degustazioni, gli incontri, le visite, le cene, i concerti, le presentazioni, tutto o quasi nel nome di sua maestà il tartufo.
E arriviamo alle dolenti note, la Borsa del Tartufo comunica che quanto sta uscendo dai boschi (siamo 27 settembre) non è ancora maturo e di conseguenza privo di quel profumo e sapore ideali. La raccolta è in ritardo con l’andamento lunare ed il tartufo buono arriverà, assicurano, solamente all’inizio del mese di ottobre (se tutto andrà per il verso giusto…). Ora è molto difficile stabilire un prezzo preciso per questo prodotto, perché soggetto a molte variabili le quotazioni oscillano al momento tra i mille ed i duemila euro al chilo, ancora poco, ma proprio il ritardo della stagione fa aumentare la domanda e quindi i pressi sono destinati a rincarare molto velocemente. Insomma per i tuberi migliori, quelli che si troveranno in fiera, le cifre saranno ben diverse.
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