Vita e leggenda di Fausto Coppi in mostra a Roma

“Fausto Coppi. Il Campionissimo”, è la mostra allestita al Complesso del Vittoriano fino al 31 ottobre realizzata  con la collaborazione di Gazzetta dello Sport; Cinecittà […]

Fausto Coppi. Il Campionissimo”, è la mostra allestita al Complesso del Vittoriano fino al 31 ottobre realizzata  con la collaborazione di Gazzetta dello Sport; Cinecittà Luce e Teche Rai in occasione del cinquantenario della morte del campione.

E’ la storia di un italiano insolito ed esemplare quella che emerge dal racconto. La vita di un ragazzo di campagna dalla volontà di ferro, dal coraggio straordinario, dalla lealtà e dalla costanza ineguagliabili. Doti che lo portarono non solo ad emergere, ma a superare le tante difficoltà del cammino ed a diventare quel Campionissimo rimasto per sempre nell’immaginario del Paese.

La storia di Fausto Coppi è sì la storia di un successo – si legge nella presentazione – , ma di un successo conquistato con la fatica, con la consapevolezza della fugacità della fama e dei costi che essa impone, e attraverso l’esperienza vissuta del dolore; è la vicenda di un eroe dello sport profondamente umano nei suoi momenti difficili e nelle sue passioni, la parabola di un piemontese schivo e tenace elevatosi, a furia di pedalate e fughe solitarie, a mito nazionalpopolare; ed è anche l’espressione, essendo stato il Campionissimo direttamente coinvolto nell’entrata dell’Italia in guerra, del desiderio di un intero Paese di riprendersi dopo il trauma di quell’esperienza, della volontà di abbandonare le armi e tornare alla normalità”.

Attraverso le immagini che secondo un percorso cronologico restituiscono la vicenda del grande ciclista emerge al tempo stesso la storia dell’Italia dagli anni ’40 agli anni ’60 e la passione di un Paese dove ancora le macerie della guerra fumavano per quello sport denso di emozioni.

Ogni passo della vicenda Coppi veine dunque diviso nelle cinque sezioni secondo una lineare narrazione interrotta solo da momenti di approfondimento dedicati a grandi tematiche che appartengono al cammino dell’uomo e a quello del Campione: il matrimonio con Bruna Ciampolini, la nascita della figlia Marina, il dolore per la morte del fratello Serse, la storia d’amore con Giulia  Occhini e la nascita di Faustino, i momenti dolorosi del processo per adulterio. E poi l’omaggio a quanti nell’ombra hanno contribuito alla grandezza del Campionissimo:  i gregari, la squadra, Biagio Cavanna, “l’orbo di Novi”, che tanta parte ha avuto nella sua formazione ciclistica e nelle sue vittorie. E ancora, i suoi grandi avversari: Gino Bartali primo fra tutti, ma anche Koblet, Kubler, Robic, Van Steenbergen, Bobet, Magni.

Gli esordi e le prime grandi vittorie, come quel Giro d’Italia del 1940 che impose Fausto all’attenzione degli sportivi; tutto documentato  da foto, giornali e rari cimeli di collezioni e prestatori privati (come la prima maglia rosa della sua carriera, il casco con cui corse al Vigorelli, la bici dell’amato fratello Serse, con cui condivideva la passione per le corse) e poi l’epoca d’oro, all’indomani della guerra con altre grandi vittorie, altre immagini, altri cimeli, altre maglie. E poi gli anni ’50 vissuti tra dolori, sconforti e nuove vittorie: sono gli anni della morte del fratello Serse, e della storia d’amore con Giulia Occhini (la dama bianca) in un Paese che non poteva tollerare nulla del genere tra due persone già sposate. Per ricordare il Coppi uomo, ecco che la mostra presenta una serie di oggetti personali, alcuni dei quali appartenuti alla stessa Occhini. A concludere il percorso, il racconto degli ultimi cinque anni di vita , anni di nuove vittorie e di progetti per il futuro, come quello di mettere su una squadra da dirigere assieme a Bartali, che non si potranno realizzare. La mostra documenta con dei filmati originali quella battuta di caccia in Africa, nel 1959, nella quale Coppi contrasse la malaria che gli fu fatale. Morì il primo geannio del 1960 a Tortona, al suo funerale una folla di migliaia di persone d’ogni ceto e condizone sociale. La mostra è a ingresso gratuito. Per informazioni: tel. 06/69202049

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