New York, tre mostre per raccontare il mondo di Roy Lichtenstein

Può sembrare un festival, un tributo che New York, la sua città natale, dedica all’artista pop Roy Lichtenstein, non pare esserci però una strategia di [...]

Può sembrare un festival, un tributo che New York, la sua città natale, dedica all’artista pop Roy Lichtenstein, non pare esserci però una strategia di fondo, ma è insolito ritrovare nello stesso spazio urbano – anche se ampio come Manhattan – ben tre mostre dedicate allo stesso artista. E’ così, dunque coloro che sono in procinto di regalarsi una pausa autunnale nella capitale del mondo, prendano nota.

La mostra più ampia è alla Morgan Library & Museum: “Roy Lichtenstein: The Black-and-White drawnings, 1961-1968“, esposizione che si concentra esclusivamente su quei grandi disegni che annunciavano l’arrivo dello stile Lichtenstein compiuto. Nrll’intento di superare l’imperante astrattismo, è all’inizio di quegli anni che l’artista concentra tutti i suoi sforzi nell’onorare la quotidianità e lo fa con ironia, mutuando il segno della pubblicità e del fumetto. Ci sono Paperino e Topolino (entrambi del 1958)  e poi una parata di oggetti e personaggi presi dalle stampe americane. La mostra è allestita fino al 2 gennaio.

Roy Lichtenstein: Mostly Men“, è invece l’esposizione vitabile fino al 30 ottobre alla Leo Castelli Gallery. In 25 opere tra dipinti, sculture, disegni. Il percorso si concentra sulla rappresentazione di uomini, cosa insolita ma non rara per un’artista identificato soprattutto coi ritratti di donne giovani e belle.

Roy Lichtenstein Reflected” fino al 30 ottobre alla galleria Mitchell-Innes & Nash. In mostra dieci dipinti compresi tra le fine degli anni ’80 e gli anni ’90 (l’artista muore nel 1997 a New York) incentrati sul tema degli “specchi”. L’arte di Lichteinstein come specchio del mondo e del suo tempo, riflesso ragionato di ciò che  vedeva.

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