“Le ore della donna”. Immagini femminili dal mondo greco, a Napoli

Madri di famiglia, mogli, e bellissime etére, colte “cortigiane”, o donne del mito come le Amazzoni e le Menadi: è il complesso universo femminile così [...]

Madri di famiglia, mogli, e bellissime etére, colte “cortigiane”, o donne del mito come le Amazzoni e le Menadi: è il complesso universo femminile così come veniva raffigurato nell’età d’oro di Grecia e Magna Grecia, tra il V ed il III secolo avanti Cristo. Donne vive o sognate e sempre viste con gli occhi degli uomini. Uomini erano infatti i maestri ceramisti che quelle donne hanno tramandato ai posteri raffigurandole su vasi e manufatti di straordinaria bellezza di cui importanti esempi saranno in mostra dal 29 settembre a Napoli, nella galleria di Palazzo Zevallos Stigliano, lungo la via Toledo.

Qui le donne dell’antichità dialogheranno idealmente con altre donne, a cominciare da Orsola, la santa il cui martirio è stato raffigurato da Caravaggio nella splendida tela custodita nella galleria, ultima opera del Merisi e vero fiore all’occhiello delle collezioni della Banca.

Titolo della mostra “Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo”, tutte le ceramiche esposte provengono infatti dalla collezione dell’istituto bancario , una tra le più importanti al mondo, ricca di ben 522 reperti provenienti da Ruvo di Puglia, importante centro dell’antica Apulia.

La mostra è la prima del ciclo espositivo intitolato Il Tempo dell’Antico. Pagine di archeologia e cultura destinato a svelare, attraverso percorsi tematici di cui questa mostra è il primo esempio, questa magnifica collezione. Inaugurata un anno fa alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, l’esposizione si trasferisce a Napoli e presenta al pubblico partenopeo circa trenta ceramiche.

Ospiti speciali dell’esposizione napoletana sono due vasi concessi in prestito dal museo Archeologico Nazionale di Napoli, anch’essi provenienti dalle tombe di Ruvo. Si tratta di due esemplari straordinari, per la raffinatezza di esecuzione e per le storie del mito narrate, che vedono protagoniste due donne, Medea e Cassandra, il cui ruolo e le cui vicende appaiono in antitesi: donna innamorata, maga e madre crudele le prima, sacerdotessa vergine la seconda, entrambe comunque segnate da un destino cruento e violento. Il rapporto con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli avrà un seguito oltre a questa mostra: alcuni vasi della preziosa collezione del Museo saranno restaurati nell’ambito del progetto Restituzioni 2013, il programma di restauri che vede Intesa Sanpaolo al fianco delle Soprintendenza italiane nella salvaguardia del patrimonio artistico del Paese.

Ideatrice del percorso di conoscenza e valorizzazione della collezione vascolare è stata Fatima Terzo, responsabile dei Beni culturali di Intesa Sanpaolo, scomparsa nel maggio del 2009, a cui viene dedicata l’intera rassegna.

Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo è aperta al pubblico dal 29 settembre 2010 al 3 aprile 2011, da martedì a domenica (lunedì chiuso) dalle 10 alle 18. Informazioni: www.palazzozevallos.com

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