Chi ha acceso il televisore ieri alle 12 su Raiuno forse ha pensato che si stesse compiendo il ritorno da un esilio post bellico, oppure da una malattia vinta con una strenue lotta di nervi e medicine. Niente di tutto ciò: l’evento per cui far suonare “Sei nell’anima” di Gianna Nannini, mettere in fila uno stuolo di cuochi e riempire di striscioni uno studio televisivo è stato il ritorno alla conduzione di Antonella Clerici de “La Prova del Cuoco“, il programma, che aveva lasciato il 13 dicembre 2008, perché in dolce attesa. Da quel 13 dicembre al 13 settembre 2010 ne è passata di acqua sotto i ponti: l’Antonella nazionale ne ha collezionati di successi. E’ diventata innanzitutto mamma, ha vinto con Il Treno dei desideri, ha stravinto con Ti lascio una canzone, ha sbancato con il Festival di Sanremo e dulcis in fundo ha firmato un contratto milionario – meritato, ma pur sempre milionario in periodo di austerity – a Mamma Rai. Il fatto che La prova del cuoco sia stata condotta per due edizioni da Elisa Isoardi – per altro con ascolti importanti – ad Antonella non è mai andata giù, e le polemiche nei mesi non sono mancate. Ieri però è stato il giorno della pace e delle lacrime, copiose e televisivamente potentissime: “Mi dispiace – dice la Clerici rivolgendosi alla Isoardi – ma ci tenevo troppo a tornare”; saluta Beppe Bigazzi (allontanato dalla Rai nella primavera scorsa dopo quella sventurata ricetta data sui gatti) e anche la competitor Rita Dalla Chiesa. Epopea d’emozione. L’impressione che è anche un interrogativo è questa: ma questi televisivi quanto sono “malati” di televisione? E la televisione appartiene ai conduttori o ai telespettatori?
Erika Brenna
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