In certi episodi non sembra vi sia nulla di casuale, e che il tempo e la storia giochino per imperscrutabili alchimie a lanciare messaggi precisi. Ma c’è qualcuno disposto a raccoglierli?
Nel 1878 l’archeologo assiro-britannico Hormuz Rassam, durante gli scavi del tempio di Marduk a Babilonia, ritrovò quello che viene universalmente riconosciuto come la prima carte dei diritti umani. Il cosiddetto “cilindro di Ciro”, documento scritto nell’argilla col quale il re di Persia, legittimando la propria conquista di Babilonia nel 539 avanti Cristo cercava di guadagnarsi il favore dei suoi nuovi sudditi riconoscendo loro libertà religiose e civili. Il prezioso documento storico, custodito presso il British Museum, è appena tornato in Iran, nella sua terra d’origine. E il momento non poteva essere più significativo.
Il cilindro presto sarà esposto in pubblico e rimarrà in Iran per 4 mesi, ha detto alle agenzie di stampa Hamid Baghaie, vice presidente e direttore delloOrganizzazione del Turismo e Beni Culturali del paese mediorientale. In febbraio l’Iran aveva interrotto i rapporti con il British Museum per protestare contro i diversi rinvii che il museo londinese adduceva alla spedizione del reperto di 2.500 anni fa. Qual è il seso che i governenti iraniani daranno a a quel rotolo di argilla dove si parla di tolleranza, questo è tutto un mistero.
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