Quando è il “corpo” che canta la voce non ha più rilevanza alcuna. Facili moralismi a parte va raccolto e analizzato, seppur in poche righe, l’allarme lanciato dal discografico inglese Mike Stock che – secondo quanto riportato da alcuni media - “i video di Lady Gaga sarebbero da vietare ai minori”. In prima analisi non ha torto se si osservano i videoclip di alcune star della canzone giocati più su scenografie di improbabili scenari surreali nei quali vengono mimati gesti e sussurri che assomigliano più a pratiche sessuali che ad una esibizione canora. Il più delle volte poco o niente hanno a che fare con la canzone. Esempi ce ne sono tanti: oltre a Lady Gaga, Britney Spears, Madonna e, pescando nel mondo delle teenager, Miley Cyrus. Allora valgono di più le immagini o le capacità vocali? Di fatto, guardando questi filmati, si provoca un mix, sostiene Stock, che rischia di ipersessualizzare gli adolescenti e per questo quei promo dei pezzi di un nuovo album in uscita sarebbero da vietare ai minori.
Una riflessione è d’obbligo. Per prima cosa se questi video imperversano è perchè hanno mercato e fanno di un prodotto-canzone, magari mediocre, un successo galattico. Ed ancora, il sesso non è il “maligno”. Insomma questo è un mondo disincantato e i ragazzini non hanno certo bisogno dei videoclip per aumentare la loro carica ormonale. Basta la tv generalista e i programmi, talvolta inopportuni, propinati dal mattino alla sera e conditi di “carne fresca” per compensare eventuali carenze della sfera sessuale. In conclusione meglio un videoclip di Lady Gaga che non un videogioco di guerra o un reportage sulle miserie umane raccontato con dettagli raccapriccianti e un commento che non contempla l’emotività. Un’esistenza più sincera e meno bacchettona non fa del male a nessuno. (gm)
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