Una dichiarazione laconica ma energica ed efficace “Passione Renoir”, il titolo della mostra che spinge a Madrid l’ennesima ondata impressionista, dopo l’esposizione della primavera scorsa al Thyssen Bornemisza “Monet e l’astrazione” e i capolavori del Museé d’Orsay alla Fondazione Mapfra nell’inverno passato. Renoir ma non solo, ancora al Museo Thyssen ecco i “Giardini Impressionisti” (16 novembre – 13 febbraio), mostra già passata dalla National Gallery of Scotland, a Edimburgo, che presenta un’intensa panoramica della pittura occidentale sui giardini del XIX secolo. Con cinquanta opere di pittori provenienti da tutto il mondo si analizza il rapporto natura pittura in larga parte del secolo, ma il cuore pulsante è impressionsta, con Delacroix, Corot, Millet, Manet, Monet, Renoir, Pissarro, Sisley, Cézanne.
La surrealista Spagna riscopre il fascino della pittura en plein air? In realtà sembra l’Europa intera ad essere contagiata da una rinnovata febbre impressionista (non che sia mai calata) e così mentre Parigi riserva per l’autunno i colori della più grande retrospettiva degli utlimi 30 anni a Eduard Monet, Madrid replica con un altro pioniere del genere: Renoir, che di Monet peraltro fu anche amico. E da non tralasciare è poi la mostra che dal 23 ottobre porterà al Castel Sismondo di Rimini un’altra sorprendente sfilata d’impresionisti. Vi ritorneremo.
Ma torniamo a Madrid, al Museo del Prado, dove tra il 19 ottobre e il 6 febbraio arrivano i 31 capolavori di Renoir custoditi presso la Sterling e Francine Clark Art Institute di Williamstown, nel Massachusetts, piccola città universitaria che nelle raccolte del collezionista Robert Sterling Clark (1877-1956) vede il proprio fiore all’occhiello.
Per Clark, Pierre-Auguste Renoir ha rappresentato la quintessenza dell’impressionismo, considerazione che lo portò ad acquisire più di 35 dei suoi dipinti, tra cui alcune delle sue più importanti opere. Tra queste ritroveremo al Prado l’Autoritratto del 1875, il Ritratto di Madame Monet (1874), Il Ponte di Chatou (1875), Il palco a teatro ( 1880), Peonie (1880) e la Bagnante che si pettina (1885). Dunque a Madrid arriveranno quasi tutti i pezzi di questa collezione, e saranno mostrati insieme per la prima volta al di fuori del museo americano. E si tratta di uno sguardo grandangolare sull’opera di Renoir che comprende tutte le tappe della sua carriera tra il 1874 e il 1900 ed i principali generi che ha coltivato: il ritratto, la figura femminile, il nudo, il paesaggio, le nature morte e i fiori. In un percorso che non solo evidenzia i contributi dei suoi lavori alla pittura nel suo tempo, ma anche la profondità della sua associazione con le grandi tradizioni del passato. La ricchezza di Renoir sta infatti nell’aver saputo alternare la tecnica dei tratti brevi e suddivisi con effetti colore complementare con la pratica di un disegno rigoroso e lineare. E questa peculiarità si può vedere perfettamente nella selezione della collezione Clark.
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