Prende spunto da una raccolta di racconti di Isaac Asimov, Sogni di robot pubblicata nel 1986, la mostra allestita fino al 12 settembre al Tinguely Museum di Basilea (e dal 9 ottobre a Graz, in Austria).
Robot come servitori dell’umanità, docili e stakanovisti, oppure esseri infidi animati dal desiderio di soppiantare la più debole “razza” umana?

Virgil Widrich, make / real, 2010 - Filmcollage Courtesy of the Artist © 2010 Virgil Widrich Film- und Multimediaproduktions GmbH Photo: Virgil Widrich Film- und Multimediaproduktions GmbH
Su queste due interpretazioni estreme di esseri comunque affascinanti gioca il percorso espositivo che, attraverso lo sguardo di una ventina di artisti contemporanei analizza il fenomeno in tutte le sue sfaccattature. John Bock, ad esempio, propone una videoinstallazione che rivisita i classici cinematografici della fantascienza facendo perno sul “padre” degli umanoidi artificiali, Frankenstein.
C’è la bambola ballerina progettata da Kirsty Boyle, i ragnI meccanicI di Niki Passath; la macchina scrivente di Christa Sommerer e Laurent Mignonneau che divora, sporcandole, le parole appena digitate; i militari di di Jon Kessler, un omaggio al Cirque Calder, che monta un tendone e sostituisce acrobati e clown con combattenti. Calder ha anche ispirato Thomas Baumann che con Antirobot ha realizzato una sorta di appello al ritorno dell’ essenza umana.
A metà del percorso, un testo riporta le celebri tre leggi della robotica di Asimov: “Un robot non può recare danno a un essere umano o, attraverso l’inazione, permettere che un essere umano sia esposto a situazioni di pericolo. Un robot deve obbedire agli ordini dati da un essere un essere umano, a meno che tali ordini, vadano in conflitto con la Prima Legge. Un robot deve proteggere la propria esistenza, quando tale protezione non sia in conflitto con la Prima o la Seconda Legge “.
Perché il testo? Perché il robot non troppo umano puà adattarsi perfettamente alle leggi della robotica pensate per la sicurezza dell’uomo, ma quando il robot si umanizza (come capita ne Il Robot che sogna) la trasgressione è dietro l’angolo. La mostra dal 9 ottobre al 9 gennaio 2011 andrà alla Kunsthaus di Graz, in Austria (www.museumjoanneum. at/kunsthaus)

John Bock Im Schatten der Made, 2010 Filminstallation Courtesy Klosterfelde, Berlin / Anton Kern, New York © 2010 John Bock Photo: Jan Windszus

Kirsty Boyle Tree Ceremony (Karakuri Study), 2010 Interaktive Installation Courtesy of the Artist © 2010 Kirsty Boyle Photo: Miro Bertozzi

Jon Kessler Global Village Idiot, 2009 Installation Courtesy of the Artist © 2010 Jon Kessler Photo: Andrew Ohanesian

Laurent Mignonneau & Christa Sommerer Life Writer, 2006 Interaktive Installation Courtesy of the Artists © 2010 Laurent Mignonneau & Christa Sommerer Ausstellungsaufnahme 2010, Daniel Spehr, Basel

Nam June Paik Andy Warhol Robot, 1994 Skulptur Kunstmuseum Wolfsburg © 2010 Kunstmuseum Wolfsburg Photo: Helge Mundt, Hamburg

Metropolis, 1925/1926, Regia di Fritz Lang - Maschinenmensch/Maria, Nachbau 1988 Figur Fiberglas, Silber Deutsches Filminstitut DIF, Frankfurt Ausstellungsaufnahme 2010, Daniel Spehr, Basel
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