Golfo del Messico. Anni per valuatre i danni del disastro BP

Quattro mesi dopo l’esplosione della piattaforma petrolifera della BP, notizie preoccupanti continua a uscire dal Golfo del Messico. Il New York Times riporta i primi [...]

Quattro mesi dopo l’esplosione della piattaforma petrolifera della BP, notizie preoccupanti continua a uscire dal Golfo del Messico. Il New York Times riporta i primi risultati da parte di ricercatori della Florida che indicano che i depositi sottomarini di petrolio possono essere più pericolosi per gli organismi marini di quanto si pensasse. Il Los Angeles Times dice che i biologi in Louisiana stanno cercando di determinare se migliaia di pesci morti alla foce del fiume Mississippi sono collegati con la marea nera o i disperdenti chimici adoperati per dissolverla. Nel frattempo, si continuano a riportare masse di petrolio solidificato e di catrame lungo le spiagge del Golfo e della costa.

Il Centro per la diveristà biologica i cui membri hanno visitato il Golfo di recente restituiscono un quadro truce: “Spiagge coperte di olio; paludi nere e granchi coperti di olio, tartarughe e uccelli che lottano per sopravvivere. Nonostante le rivendicazioni roseo dalle compagnie petrolifere e dell’amministrazione Obama, il Golfo è devastato e ci vorranno anni per valutare e riparare i danni”.

© Riproduzione riservata

Leggi anche...

Tag