Quando Jimi Hendrix venne a sapere che l’appartamento di Mayfair era appena sopra a quello dove qualche secolo prima era stato abitato nientemeno che da Georg Friedrich Händel (sì proprio lui, il celeberrimo compositore barocco che lì scrisse il Messia), sostenne di averne visto lo spettro attraversare un muro. Così si favoleggia così come si racconta che per Hendrix la casa londinese di 23 Brook Street che condivise con la fidanzata, Kathy Etchingham, fosse “l’unica vera casa che avesse mai avuto”.
Per gli appassionati del rock ed i fan del più grande chitarrista d’ogni tempo, la buona notizia è che per due settimane – dal 15 al 27 settembre, l’appartamento (oggi un ufficio della Handel house museum ingombro di computer e scrivanie) sarà aperto al pubblico su prenotazione (on line su www.seetickets.com). La sua apertura rientra nell’ambito della mostra “Hendrix in Britain” allestita al piano sottostante (presso lo Handel House Museum fino al 7 novembre) che ricorda i 40 anni della morte di Hendrix proponendo una serie di memorabilia, tra cui un giubbino color arancio brillante e un cappello a tesa larga utilizzati da Hendrix in concerto, e una serie di appunti del musicista per il festival dell’Isola di Wight.
L’apaprtamento di Mayfair fu per Hendrix rifugio e luogo d’incontro, lì riceveva i suoi amici musicisti per interminabili jam session, lì visse la sua storia – non tutta rosa e fiori – con la Etchingam, ma non fu quello il luogo della sua morte. Il 18 settembre del 1970, soffocato dal suo stesso vomito ed in circostanze non del tutto chiare nella stanza una ragazza al Kensington Samarkand Hotel. Una miscela di alcool e droghe gli fu fatale, pare, ma ad ucciderlo fu la sua setssa condotta di vita.
Altro luogo londinese che ricorda il “passaggio” di Hendrix è Il Cumberland Hotel, l’ultimo indirizzo conosciuto di leggenda del rock e luogo dove il chitarrista concesse la sua ultima intervista, al giornalista Keith Altham, qualche giorno prima di passare a miglior vita.
Sede dell’intervista fu una suite al quinto piano, che per l’occasione (il 18 e 19 settembre settembre) sarà aperta con un allestimento – tributo a Hendrix realizzato con la collaborazione dello stesso Altham che ha voluto offrire uno sguardo su Jimi come persona, riflettendo su quell’ultimo incontro. Info: www.guoman.com
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