Per quel modo di coniugare all’eleganza formale le soluzioni tecniche più avanzate senza mai trascurare l’aspetto economico delle realizzazioni, di lui fu detto che aveva l’audacia dell’ingegnere, la fantasia dell’architetto, la concretezza dell’ imprenditore. Più sinteticamente, Pier Luigi Nervi dichiarava d’aver fiducia “nella naturale espressività estetica di una buona soluzione costruttiva“. Cosa che sembra semplice solo a dirsi in considerazione che dietro “una buona soluzione” ci sono in abbondanza studio, idee, creatività. E non a caso lo storico inglese dell’architettura, Nikolaus Pevsner è l’artista che vede quando definisce Nervi “il più geniale modellatore di cemento armato della nostra epoca“.
A questo ingegnere che ha fortemente caratterizzato tutti i decenni centrali del ‘900 italiano, accompagnandone il paesaggio nella piena modernità, è dedicata la mostra (itinerante) che sabato 28 aprirà a Venezia, in Palazzo Giustinian Lolin, dove per l’occasione sarà inaugurata la sede di raprresentanza di “Permasteelisa” (un leader mondiale di costruzioni d’alta ingegneria)
Dopo aver toccato Bruxelles e prima di approdare, a dicembre, al Maxxi di Roma (dove sarà completata da una serie di approfondimenti sulle opere di Nervi per le Olimpiadi del 1960, delle quali si celebra quest’anno il cinquantenario), l’allestimento veneziano di “Pier Luigi Nervi – Architettura come Sfida“, curato da Carlo Olmo, si propone come una delle manifestazioni correlate alla 12^ Mostra Internazionale di Architettura. Un collegamento non casuale: il tema della Biennale, “People meet in Architecture“, rende assolutamente attuale il lavoro di Nervi, che nell’arco della sua lunga carriera di progettista e costruttore realizza principalmente grandi strutture a servizio del vivere sociale.
Da quello Stadio Berta di Firenze (oggi Artemio Franchi) che sul finire degli anni venti lo lancia sulla ribalta nazionale e non con un’opera di grande raffinatezza estetica e di costo contenuto; all’edificio di Torino esposizioni, prima sua grande opera del dopoguerra (1949) realizzata con soluzioni innovative e adoperando per la prima volta ponteggi mobili e che lo impone definitivamente all’attenzione internazionale; poi le opere della maturità, come quella sala udienze in Vaticano, battezzata appunto Sala Nervi (1966 -1971). La mostra offre un percorso completo nell’opera di Pier Luigi Nervi. Ma attraverso questa si guarda anche all’immagine scientifica e insieme creativa che l’Italia si è costruita nel mondo negli anni che vanno dal 1930 al 1980, gli anni “ruggenti” anche per la storia dell’imprenditoria edilizia e che coincidono con il periodo di attività del grande architetto/ingegnere, nato a Sondrio nel 1891 e morto a Roma nel 1979.
Il percorso di Palazzo Giustinian Lolin prevede varie sezioni. Al piano terra, una spettacolare installazione presenterà 12 tra i progetti più famosi, vere e proprie “icone” nerviane. Le creazioni di Pier Luigi Nervi sono interpretate dal fotografo Mario Carrieri, con una campagna fotografica appositamente realizzata e che pone l’accento sul recupero e l’utilizzo attuale di queste grandi strutture.
Ai piani superiori, incentrati sui grandi saloni, sarà esposta un’ampia selezione dei disegni progettuali in gran parte inediti e i modelli in scala delle due opere centrali della mostra: lo Stadio Berta di Firenze e Palazzo delle Esposizioni a Torino.
Concluderà il percorso una installazione multimediale che anticipa i contenuti della rassegna in programma al Maxxi e una sezione video che proporrà documentari d’epoca sull’attività di Pier Luigi Nervi e un film in anteprima sul suo insegnamento, realizzato per l’esposizione da Folco Quilici con la direzione scientifica di Lucio Barbera.
Collegato all’esposizione in una sorta di percorso nerviano attraverso Venezia, con l’approfondimento sull’intervento di Nervi nell’edificio della Cassa di Risparmio di Venezia, allestito proprio negli spazi del salone della banca in Campo Manin.
Concludendo: ciò che le celebrazioni in corso a livello internazionale stanno mettendo a fuoco è la figura non solo d uno straordinario architetto ma di un personalità completa e complessa: progettista strutturale, imprenditore, uomo capace di intessere e tenere relazioni con universi sociali e politici molto diversi, consulente, scrittore (su piani e per generi molto diversi), docente universitario.
La mostra veneziana fa parte di un ampio ciclo internazionale di esposizioni dedicate al grande progettista e costruttore italiano, promosso dal CIVA Centre International pour la Ville, l’Architecture et le Paysage di Bruxelles insieme al Maxxi, e all’Associazione Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project – presieduta dal nipote di Nervi, Marco.
Il tour espositivo, che ogni volta presenta tagli e contenuti diversi, toccherà il nostro paese con Venezia (fino al 14 novembre), Roma e poi Torino, a metà del 2011 per i 150 anni dell’Unita d’Italia. L’itinerario internazionale continuerà con altri capitali d’Europa e d’America fino al 2014. Nervi, infatti fu autore d’importanti opere anche al di fuori dei confini nazionali, dalla sede dell’Unesco a Parigi, alla stazione per autobus di New York, passando per la Stock-Exchange Tower a Montreal, alla cattedrale St. Mary a San Francisco. Riconoscimenti professionali che gli valsero numerose lauree ad honorem conferitegli da università in tutto il mondo: Buenos Aires (1950), Edimburgo e Monaco (1960), Varsavia (1961), Harvard e Dartmouth College (1962), Praga (1966), Londra (1969).
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