Le Olimpiadi di Roma in dieci puntate su Rai Storia

Cominciarono il 25 agosto del 1960 con una cerimonia d’inaugurazione affidata, nella parte ufficiale, all’allora presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, mentre il “gigante buono” Adolfo [...]

Cominciarono il 25 agosto del 1960 con una cerimonia d’inaugurazione affidata, nella parte ufficiale, all’allora presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, mentre il “gigante buono” Adolfo Consolini, lanciatore del disco, pronunciò il giuramento degli atleti. Atleti (5000 in tutto) che il giorno prima eranop stati accolti in piazza San Pietro per ricevere la benedizione di Papa Giovanni XXIII. I Giochi della XVII Olimpiade si conclusero esattamente l’11 settembre, lasciando negli occhi e nella memoria degli italiani, immagini irripetibili e icone, come la corsa di Livio Berruti o i pugni di un giovanissimo Cassius Clay che non era ancora diventato Muhammad Ali.

Adolfo Consolini

In occasione del cinquantenario, il canale digitale Rai Storia dedica all’evento 10 giorni di programmazione raccontando quella che fu la più grande festa dello sport mai realizzata sul suolo italiano con materiale dell’epoca: telegiornali, notizie, interviste e filmati presi dalle Teche Rai. Lo stesso materiale che la ERI ha utilizzato per un volume con 120 fotografie e un DVD dal titolo “1960 le Olimpiadi della TV” , di prossima pubblicazione.

Le Olimpiadi di Roma furono le prime ad avere una copertura televisiva rilevante; in quell’Italia dove solo il 50 per cento delle famiglie possedeva un apparecchio televisivo, scoppiò una sorta di “epidemia da video. Per la prima volta le immagini delle gare furono trasmesse in TV in tutta Europa dal centro RAI del Foro Italico. La Televisione Italiana aveva fatto le cose in grande: 4 studi, una centrale video, 450 tecnici, un officina mobile per assicurare l’efficienza a telecamere e pannelli di trasmissione, 80 interpreti al servizio dei giornalisti delle 65 radio e 20 televisioni straniere. Un preventivo di spesa di circa 300 milioni per assicurare ai telespettatori in tutto il mondo la visione della gare sportive. 106 le ore di trasmissione prodotte dalla Rai, di cui 96 in Eurovisione e Intervisione  (permetteva la visone nei Paesi dell’Est Europa)”.

A raccontare i Giochi per la Rai, nomi passati alla storia del giornalismo, vedi Nicolò Carosio, Guglielmo Moretti, Sergio Zavoli, Tito Stagno.

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