“I Guardiani dello Spirito” è una mostra sull’esoterismo che prenderà avvio a San Leo di Rimini dal 20 prossimo sino al 19 settembre. Si svolgerà nel suggestivo borgo dell’entroterra, San Leo nell’antica fortezza. Un evento molto interessante e assolutamente non banale che propone un vivo confronto tra visione esoterica e esoterismo della visione. Un’esposizione di opere rivelatrici realizzate da quindici pittori, due fotografi, due artisti performativi ed uno scultore. E’ un percorso che, attraverso immagini trattate da diversi linguaggi, racconta il rapporto esistente tra gli immaginari esoterici, il mito, il fantastico, la realtà. L’evento è curato da Giacomo Maria Prati e Paolo Lesino e si sviluppa dall’idea di Andrea Aromatico, si svolge all’interno dell’iniziativa “Alchimialchimie“. Info: www.arcadiarte.org
Partecipano: Conor Walton,Vesna Bursich, Giovanni Colagrande, Jara Marzulli, Elena Cermaria, Angelo Marini, Omar Galliani, Concetto Pozzati, Davide Puma, Michelangelo Della Morte, Anna Madia, Gigino Falconi, Roberta Serenari, Roberta Coni, Roberto Ferri, Rocco Normanno, Bruno Di Maui, Saturno Butto, Ugo Levita, Claudio Magrassi, Plinio Martelli, Giordano Aloigi, Giancarlo Lepore, Cristiana Cattaneo, Louise Beckinsale, Giorgio Focarini.
Dalla presentazione della mostra:” Linguaggi che offrono le chiavi per la propria autolettura. Manifesta apocalisse, squadernamento di simbolismi audaci o sussurrante mistericità. Remix rinfrescante di anime. Ricapitolazione che guarda avanti. In mare aperto. Rimescolamento di mondi e di segni di mondi. Tracce, orme, sentieri. Riposizionabili in più possibilità, in destino e libertà, come tarocchi. L’inizio genetico di un percorso dove l’evento artistico ritorna fondativo e propulsivo e dove gli immaginari e l’iconologia emergono da protagonisti al centro della scena. L’artista scelto, data la qualità tecnica, specialmente per la propria capacità di incarnare e trasfigurare la suggestione indicata, per la capacità di accogliere, trasmettere, giocare con dimensioni d’essere, esoteriche appunto. Visualizzazioni di una più precisa e approfondita ricerca nella quale torna a posizionarsi l’idea una committenza culturale e spirituale, il gusto di uno sguardo vasto, libero dalla fretta di trovate ad effetto. La copertina del catalogo non a caso dedicata ad un opera emblematica dello special guest Conor Walton. Un uomo, un guardiano, un iniziato. Irradia e testimonia il sacro fuoco che custodisce così profondamente da esserne permeato, posseduto. Essenza ed esistenza si fondono. L’opera e il progetto artistico quale laboratorio di concordanze. Il catalogo esplicita un percorso sapienziale per immagini, pedagogicamente gotico. Fondo nero, bianco, rubino, ancora nero. Nell’enigma e nella virtualità del nero. Nell’abbaglio accecante e radiante del bianco. Nella condensazione vibrante e moltiplicante del rubino. Negli spazi della fortezza, austeri e spartani, suggestivi. Dall’alto sembrano una nave, un arco a sesto acuto. La scelta espositiva ha dovuto fare i conti creativamente, come sempre, con la logistica e la prassi, prediligendo anche accostamenti cromatici per complementarietà, come fra i rosa delicati della Serenari e i rossi acidi di Buttò. Logica induttiva, esoterismo situazionistico. Sul catalogo invece si illustra una theoria di sviluppo progressivo declinante le plurime accezioni del concetto di esoterismo come i plurimi linguaggi e topoi dell’arte visiva. Pittura figurativa, fotografia, scultura, arte performativa. Vie nella Via. Ars Gratia Artis“.
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