Sarà ricordata come un’edizione più vivace del solito, quella targata 2010 del Festival del film di Locarno, la prima firmata Olivier Père.
Tra zombie omosessuali, porno divi sdoganati, storie di perfide ragazze lesbiche e copertoni serial killer si potrebbe aprire un lungo dibattito sull’evoluzione del film horror nel terzo millennio. Farebbe bene alla discussione, non si sa quanto faccia bene al cinema. Tuttavia da questo 62mo festival potrebbero emergere interessanti novità proprio per il domani.
Un nome: Roxane Mesquida, ventottenne bellezza mozzafiato, protagonista del film passato lunedì sera in Piazza Grande lasciando “tracce” profonde: “Rubber” di Quentin Dupieux. Un horror – già passato a Cannes - che racconta la storia di uno pneumatico serial killer e telepatico invaghito di una ragazza, Sheila, impersonata, appunto, da Roxane. L’infatuaziopne porterà il copertone ad uccidere con la forza del pensiero tutte le persone che incontra sul proprio cammino. Surreale? Come minimo, ma anche pulp e horror demenziale.
Dell’attrice francese è certo che risentiremo parlare. Già volto e corpo di film discussi, come lo scabroso “Kaboom” di Gregg Araki, dove interpretava una lesbica pazza. In piazza Grande l’attrice s’è esibita in tacchi vertiginosi ed una mise sexy, quindi è salita sul palco lanciando alla platea dei preseravativi. E il pubblico? Incantato.
E ieri sera ancora una provocazione, per chi vuole leggere come tale la stoira delle tre violente lesbiche (ubriacon, urlatrici, pornofile) del film Bas Fonds della francese Isild Le Besco, in concorso. Tre furie psicopatiche che finiscono per catturare il pubblico.
Tanto per non dare l’impressione che il programma di Locarno sia solo un’inseguirsi horror e sangue, ricordiamo che stasera il Festival ospita una rivisitazione del Brutto Anatroccolo di Andersen. A dirigere l’animazione di “Gadkii utenok” (The Ugly Duckling ovvero Il brutto antroccolo) è il russo Garri Bardine.
RUBBER, IMMAGINI DAL FILM
IL BRUTTO ANATROCCOLO
© Riproduzione riservata












