Sogna l’Italia degli anni ’50: semi – analfabeta, contadina e coi denti guasti (solo 2 italiani su cento hanno i denti sani), un’Italia che mangia poca carne, parla in dialetto ma va al cinema, anzi al cinematografo, dove per spalancare gli occhi sul sogno spende 93 miliardi di lire l’anno. E’ un’Italia che acquista dischi (nel 1951, anno del primo Sanremo se ne venderanno oltre 3 milioni; nel ’58 si arriverà a venderne 18 milioni), che si ritrova al bar, che beve Coca Cola e che si nutre delle immagini dei rotocalchi scoprendo che a Roma (ma anche a Capri, Taormina o piuttosto a Portofino) fascino, bellezza, divismo, celebrità e pettegolezzo sembrano essere al centro di tutto. Al centro di un mondo da sognare. Sta per nascere la “Dolce vita”, e quella che Fellini racconterà nel 1960 sarà solo la parabola discendente di un mondo che con l’ingresso nel decennio successivo, non sarà mai più così.
E’ il racconto di quegli anni che viene proposto nella mostra “La Dolce Vita. 1950-1960. Stars and Celebrities in the Italian Fifties”, fino al 14 novembre ai Mercati di Traiano, a Roma.
Il percorso raccoglie 100 foto selezionate dall’Archivio Luce e 100 rotocalchi degli anni ’50: un racconto per immagini con i volti ed i personaggi entrati nell’immaginario degli italiani, filtrati dalla leggerezza mondana dell’epoca.
Nella nascente società dell’immagine, davanti ad un realtà quotidiana ancora difficile ma decisamente ottimista, il cinema, gli amori, i vizi e gli scandali dei divi vengono seguiti con passione sui rotocalchi (Oggi vende più di un milione di copie a settimana, Epoca cinquecentomila). Le nuove storie d’amore e i divorzi trovano una cassa di risonanza eccezionale, diventano fenomeni mediatici il matrimonio di Linda Christian e Tyrone Power, a Roma nel 1949, nello stesso anno la stampa grida allo scandalo nel registrare la passione tra Ingrid Bergman e Roberto Rossellini (entrambi impegnati) nata sul set di Stromboli terra di Dio; nel 1954 Vittorio Gassman divorzia dalla seconda moglie Shelley Winters ed inizia una fotografatissima storia con Anna Maria Ferrero; nel ’55 Lucia Bosè, dopo la love story con Walter Chiari, si innamora del torero Luis Miguel Dominguin; nel ‘56 il matrimonio tra Grace Kelly e Ranieri di Monaco viene trasmesso in diretta televisiva mentre Maria Callas lascia il marito Battista Meneghini per l’armatore greco Aristotele Onassis. Sono solo alcuni degli eventi di quegli anni che i media hanno contribuito a fissare nell’immaginario collettivo dell’epoca, e non solo.
Ma tutto questo non resterà solo sulle pagine dei giornali, contribuirà piuttosto ad un cambiamento sociale che ancora oggi ha una sua eco.
Scrive il curatore della mostra, Marco Panella: “In questa Italia – della quale possiamo aprire parentesi con il matrimonio che sotto gli occhi del mondo Linda Christian e Tyrone Power celebrano a Roma nel 1949, per chiuderla, appunto, nel 1963 con Il sorpasso -, divismo e celebrità sono vere categorie comportamentali, creano strutture complesse di ambizione ed imitazione nella dinamica delle relazioni sociali, assumono forme e trovano percorsi propri, sul filo del fascino e della seduzione giocano con le prime avvisaglie della società dell’immagine che tra poco arriverà. E’ in questi anni che concorsi di bellezza, cinema e copertine dei rotocalchi si referenziano come sistema di riconoscimento sociale – che, amplificato ed evoluto, vive ancora oggi – e lo scorrere del quotidiano trova la sua unità di misura in gusti, capricci, vizi e virtù delle celebrità del momento”.
Lasciando ai sociologi le analisi sulla complessità di un decennio, non si può trascurare che il contributo fondamentale alla nascita della “vita dolce” fu dato dall’arrivo delle grandi produzioni americane a Cinecittà. Via Veneto, con gli alberghi di lusso e suoi caffè diventa il salotto del del mondo, “dove registi, attori e attrici, affermati o in cerca di successo, animano giornate e notti dal sonno breve, fanno fiorire aneddoti e cronache mondane, scandali e amori a cui un’umanità varia che copre l’intero arco sociale, dall’intellettuale all’artista, dall’arrampicatore al play boy, guarda ed ambisce di partecipare. Roma è il set naturale di questa vita, ma l’Italia intera ne è contagiata”.
Conclude Panella : “Vedo quegli anni come una sorta di adolescenza collettiva, quando quasi tutto era possibile in un Paese dove famiglie generalmente di cultura non ampia e molte anche di scarsa alfabetizzazione, rigiravano il cappotto per far studiare i figli, compravano a rate, spesso con vergogna, il frigorifero o il televisore e onoravano sempre i debiti. Quell’adolescenza collettiva ha gli occhi trasognati di Marcello Mastroianni che, guardando Anita Ekberg nell’acqua di Fontana di Trevi, si lascia andare al richiamo dell’ultima tentazione ingenua e dice…ma sì…vengo..vengo.. Un’ingenuità che, nel 1963, la metafora della via Aurelia percorsa sotto il sole di Ferragosto da Vittorio Gassman e Jean Louis Trintignant ne Il Sorpasso si porta via tragicamente alla curva di Calafuria, sul lungomare Toscano”.

1956, Roma. Anna Magnani al Grand Hotel per il Galà del Cinema. Tra le più grandi interpreti del cinema italiano, il 21 marzo dello stesso anno riceverà l’Oscar come migliore attrice per il film La rosa tatuata di Daniel Mann, dove aveva recitato insieme a Burt Lancaster.

1959, Roma. Clark Gable è consacrato tra i divi del cinema già nel 1935, con l’Oscar come miglior attore protagonista per Accadde una notte di Frank Capra, e nel 1939, per l’interpretazione in Via col Vento di Victor Fleming. Fascino, carisma ed eleganza lo consegnano alla storia del cinema nel ruolo del bello e mascalzone, talmente adatto da rispecchiare anche la sua vita privata, dove colleziona cinque matrimoni e numerosissimi flirt. La foto, colta alla presentazione di La baia di Napoli di Melville Shavelson - suo penultimo film in cui recita con Sophia Loren e Vittorio De Sica - restituisce un’immagine perfetta di seduzione ed eleganza maschile.

1957, Roma. Kim Novak ad una conferenza stampa al Grand Hotel. Presentata dalle major americane come l’alternativa a Marylin Monroe e Grace Kelly, nei primi anni cinquanta reciterà accanto ad attori come Frank Sinatra, William Holden, Jack Lemmon, James Stewart e, nel 1958, raggiungerà il firmamento delle star con l’interpretazione da protagonista in La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock.
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