Renato Guttuso: la passione e la realtà

Giocando d’anticipo sulle celebrazioni che per il centenario della nascita di Renato Guttuso (Bagheria, 1911 – Roma, 1987), la Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di […]

Giocando d’anticipo sulle celebrazioni che per il centenario della nascita di Renato Guttuso (Bagheria, 1911 – Roma, 1987), la Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma), dedica al pittore siciliano una retrospettiva al via l’11 di settembre (fino all’8 dicembre).

Sarà una delle delle grandi mostre dell‘autunno italiano, un percorso che attraverso sessantacinque opere esplora i 50 anni di attività del maestro e con essi, parte della storia del secolo andato. Perché Guttuso, pur rimanendo sempre fedele a se stesso, è stato testimone, protagonista e appassionato “narratore” dell’epoca d’intensi mutamenti che si ritrovò a vivere. In mostra ci saranno alcune opere che la critica giudica “fondamentali” e quelle che sono diventate icone di un tempo, come il Caffè Greco,  prestato dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e ancora La spiaggia, Comizio, Spes contra spem. E poi le drammatiche nature morte degli anni quaranta, dove si presagiva la tragedia della guerra e della catastrofe; i  personaggi del “realismo sociale” e poi di quello “esistenziale” degli anni cinquanta, fino al suo particolare “realismo memoriale”, evocativo e visionario degli ultimi tempi.

A dare lo spunto all’evento è però un’amicizia: quella tra il pittore e  Luigi Magnani che colmò la sua dimora di opere d’arte di geni dei secoli passati (Gentile da Fabriano, Dürer, Tiziano, Van Dyck, Rubens, Füssli, Goya, Canova, Monet, Cézanne) accanto ed una emozionante sequenza di artisti a lui contemporanei e spesso amici, come Morandi, De Pisis e lo stesso Guttuso del quale resta una fitta corrispondenza epistolare.

Sono dunque le quattro opere di Guttuso presenti nella collezione permanente della Magnani Rocca il punto di partenza per una mostra che nel titolo sintetizza efficacemente l’incedere del pittore nell’arte del XX secolo: “Passione e realtà”. Le sezioni del percorso espositivo entrano così nell’universo Guttuso guardando alla sua sfera personale, agli amici, ai ritratti, e quindi ai temi sociali, al lavoro e alla politica e ancora all’eros, al divertimento, alle allegorie e ai paesaggi dove sempre emerge quella Sicilia che portò sempre con sé.

Guttuso è stato per più di cinquant’anni uno straordinario testimone dei tempi, in grado di rappresentare con le sue opere, ma anche coi suoi scritti, il realismo della condizione umana con le sue sofferenze, i suoi miti, le sue passioni. Lui che in politica e in amore trasfuse passione viscerale, offrendo spunti frequenti ai rotocalchi, al punto da divenire, in vita e ancor più dopo la morte, uno dei personaggi più citati dalle cronache” si legge nella presentazione. Curata da Stefano Roffi, la mostra lascia emergere anche un altro aspetto di Renato Guttuso, quello dell’artista capace di intessere rapporti anche d’intensa amicizia e collaborazione con altri artisti, talvolta impegnati in discipline diverse: scrittori come Moravia, scultori come Manzù – che gli dedicò il monumento funebre di Bagheria dove è sepolto – , musicisti come Nono, poeti come Pasolini, Montale, Neruda e grandi maestri della pittura come Picasso e Sutherland. Info: www.magnanirocca.it

Renato Gutuso: Caffè Greco, 1977

Renato Gutuso: L'atelier, 1975

Renato Guttuso: La dattilografa, 1958

Renato Guttuso: Stiratrice e ragazzo di Caravaggio, 1974

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