Locarno, il premio alla carriera a Francesco Rosi. Festival al nastro di partenza

In piazza Grande i preparativi sono al termine. E per non smentire la rinomata puntualità svizzera, non c’è dubbio che per domani sera sarà tutto [...]

In piazza Grande i preparativi sono al termine. E per non smentire la rinomata puntualità svizzera, non c’è dubbio che per domani sera sarà tutto a puntino per il via del Festival del Cinema di Locarno, edizione numero 63. Il primo festival targato Olivier Père (leggasi Cannes -Quinzaine de Realisateurs) prontamente appellato dallo stesso direttore “festival cinefilo”.

In effetti per gli appassionati della settima arte e della sua storia c’è tanto da riscoprire, citiamo la retrospettiva dedicata a Ernst Luibitsch o le programmazioni speciali dove ritrovare nomi come Fassbinder, Bertolucci, e Corso Salani il cineasta e attore scomparso nello scorso mese di giugno al quale il festival dedica tre proiezioni. . due proiezioni anche per la coppia di”poeti” dell’immaginecinematografica : Yervant Gianikian ed Angela Ricci Lucchi.

Daniele Gaglianone

Insomma, sarà un festival che parla ampiamente italiano. Stasera un’anteprima festivaliera con la proiezione de “La Nostra vita” di Daniele Luchetti, mentre di ieri è la comunicazione ufficiale che il Pardo alla carriera sarà assegnato a Francesco Rosi. Il regista napoletano ritirerà il premio il 13 agosto e, per l’occasione, passerà in Piazza Grande uno dei suoi capolavori: Uomini contro (1970) con Gian Maria Volonté e Alain Cuny, in una copia restaurata dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. “In tutta la sua carriera – ha detto Père – Francesco Rosi ha saputo affrontare temi difficili e sensibili con un linguaggio cinematografico di grande intensità e inventiva. Il suo impegno civile, la sua forza di denuncia e la sua creatività fuori norma sono tuttora un esempio per le nuove generazioni.”

Sempre nella stessa sera, la proiezione di una rarità firmata da Bernardo Bertolucci nel 1967: Il Canale. Un «viaggio del petrolio» dall’Iran fino al cuore dell’Europa in undici minuti. In corsa per il Pardo d’oro c’è invece Daniele Gaglianone con “Pietro”, storia “nera” di solitudine e disarmata umanità catapultata in una società crudele (nelle sale dal 20 agosto) con Pietro Casella, Francesco Lattarulo, Fabrizio Nicastro, Carlotta Saletti, Diego Canteri, Giuseppe Mattia.

Santa Maradona” di Marco Ponti e “Cosa voglio di più” di Silvio Soldini troveranno la ribalta a Locarno in sezioni parallele fuori concorso , così come fuori concorso è la presenza di Franco Maresco con “Io sono Tony Scott, ovvero come l’Italia fece fuori il più grande clarinettista del jazz”. Il film racconta la vita del clarinettista siculo-americano Anthony Joseph Sciacca, divenuto alla fine degli anni Quaranta Tony Scott, il più grande clarinettista del jazz moderno. Una vicenda che s’incrocia con 60 anni di jazz e coi suoi protagonisti sullo sfondo di un’America della seconda metà del secolo scorso, con le sue battaglie per i diritti civili e umani, di cui Tony Scott fu uno dei principali e appassionati sostenitori.

Un rapido sguardo ai cortometraggi italiani al festival: “Il caricatore” di Massimo Gaudioso , Fabio Nunziata , Eugenio Cappuccio (sezione: Pardi di domani: 20 anni di Pardi di domani); “Diarchia” di Ferdinando Cito Filomarino al concorso internazionale e quindi la prima prova alla regia di Valeria GolinoArmandino e il MADRE”, presentato nella sezione “Corti d’autore”.

PIETRO

IL CANALE

TONY SCOTT

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