Venezia 67 punta sull’asse Europa-Usa

Un poker che raddoppia, infatti anche quest’anno sono quattro i registi italiani selezionati per il Concorso internazionale della a 67/ma Mostra del cinema di Venezia [...]

Un poker che raddoppia, infatti anche quest’anno sono quattro i registi italiani selezionati per il Concorso internazionale della a 67/ma Mostra del cinema di Venezia (1-11 settembre).

Attesa confermata per il Mario Martone di  Noi credevamo con Luigi Lo Cascio, Toni Servillo,Luca  Zingaretti e Anna Bonaiuto. L’epopea risorgimentale firmata dal regista napoletano era nell’aria, considerando le celebrazioni per il 150mo dell’Unità nazionale.

Altro film che si dava per “quasi certo” era la  La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo, film tratto dal best seller di Paolo Giordano. Anche per “La Passione” di Carlo Mazzacurati alcuni “bene informati” ne avevano previsto la partecipazione, mentre giunge alquanto inatteso “ La Pecora nera”, film d’esordio di Ascanio Celestini.

Per quanto concerne le partecipazioni internazionali, le voci trovano conferma per Sofia Coppola e il suo “Somewhere” con Stephen Dorff, Elle Fanning, Benicio Del Toro, Michelle Monaghan, Laura Chiatti, Simona Ventura.

Al contrario di quanto accaduto a Cannes, festival insolitamente “povero” di presenze americane. Venezia 67 propone ben 5 titoli USA. Oltre alla Coppola, il già annunciato Darren Aronofsky di “Black swan”; Vincent Gallo di “Promises written in water”; Monte Hellman con “Road to Nowhere”, Kelly Reichardt con “Meek’s cutoff” e la coproduzione Usa- Francia, Italia e Israele del film “Miral” di Julian Schnabel.

A rappresentare il cinema europeo: il tedesco Tom Tykwer con “Drei”, la greca Athina Rachel Tsangari con “Attenberg”; quindi tre produizioni francesi: la “Venus Noire” di Abdellatif Kechiche; “Potiche” di Francois Ozon e “Happy Few” di Antony Cordier. Alex de la Igesia rappresenta la Spagna con “Balada triste de Trompeta”. Brilla per assenza in cinema britannico, mentre per l’est europeo c’è  il russo Aleksei Fedorchenko con “Ovsyanki”.

Tre pellicole rappresenteranno invece la cinematografia oerientale nella selezioni principale: “13 assassins” del giapponese Takashi Mike, ancora un gipponese, Anh Hung Tran con “Norvegian wood”, quindi il cinese Hark Tsui con “Detective dee ant the mistery of Phanpom Flame”.

Dal Cile Pablo Larran con “Post mortem”; e dal Canada Richard J.Lewis con “Barney’s version”.

Seguiranno approfondimenti.

Interviste sul set di Noi Credevamo di Mario Martone

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