La tradizione talvolta è mera crudeltà. Per esempio quando si perpetua con la lucida consapevolezza di provocare sofferenza agli animali. In questi casi ci vuole il coraggio di porre fine alla tradizione anche quando, questa, si erge a simbolo di un Paese.
La corrida, parlando della Spagna, è sinonimo di morte. Comunque per il toro quando non lo è per il torero. Allora bene hanno fatto i parlamentari della Catalogna ad abolirla per legge. 
La decisione infatti è arrivata dal parlamento catalano ed ha scatenato la gioia degli animalisti e delle persone assennate e, contemporaneamente ha provocato la disperazione dei toreri e degli “appassionati” di questa barbarie. Ed è così che a Barcellona, sulla piazza antistante il parlamento le forze di polizia hanno dovuto controllare due distinti gruppi di manifestanti. Uno rappresentato dai favorevoli alla corrida e l’altro di contrari.
Per inciso la Catalogna non è la sola ad assumere questo provvedimento che già era stato adottato dalle Isole Canarie nel 1991. Lo stop alla mattanza dei tori entrerà in vigore il primo gennaio del 2012. Fino ad allora nella Plaza de toros monumental di Barcellona, l’unica attiva, si andrà avanti col macabro spettacolo. Ma comunque rimane la decisione del parlamento che a maggioranza ha dimostrato quel buon senso diventato merce troppo rara.
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