Finalmente una bella storia d’amore

Che bella storia! E quando ci si imbatte in una notizie così (ricostruita da Davide De Paola per l’Ansa) è doveroso condividerla. Il suggerimento ci [...]

Che bella storia! E quando ci si imbatte in una notizie così (ricostruita da Davide De Paola per l’Ansa) è doveroso condividerla. Il suggerimento ci riporta indietro nel tempo di 16 anni. Bene, siamo il 22 gennaio 1994.

Accadde che all’uscita da scuola, dal “Tecnico-commerciale” Da Vinci di Potenza (foto a lato) due ragazzi Maurizio Postiglione e Manuela Capriglione si tennero per mano suscitando le ire del preside, invero non solo bacchettone ma anche stolto, tale Riccardo Latella che, scorgendo quell’oscenità, sospese Maurizio per tre giorni e Manuela per due. In città – e grazie ai giornali e alla tv in tutto il Paese – si scatenò il putiferio e intervenne persino il ministero dell’Istruzione che definì la punizione eccessiva e troppo zelante. Tant’è – per la cronaca – che, a bocce ferme, l’anno dopo, il preside regalò ai maturandi una rosa (gesto riparatore?).

Ma tornando alla storia: quella sospensione mai come in questo caso si è dimostrò tanto inopportuna. I due protagonisti dello “scandalo”, in sedici anni, di strada ne hanno fatta tanta: una laurea ciascuno, la decisione di convivere, la nascita di una bambina e adesso l’altare.

Finalmente una storia che ha il sapore della favola.  Il lieto fine farà ripensare a quei giorni l’allora preside zelante e anche ai protagonisti che con un pizzico di malinconia, magari, passando davanti alla loro scuola, sospireranno per poi continuare a spingere quella corrozzella al cui interno, sul cuscino, ignara di tutto, è adagiato il frutto del loro amore.

I fidanzatini di Peynet

...l'amore trionfa

Dal “Corriere della sera” del 23 gennaio 1994 due pezzi di Carlo Vulpio e Giulio Nascimbeni

Sospesi, mano nella mano Cinque giorni di “espulsione” a Maurizio e Manuela per le dita intrecciate a scuola La motivazione: ostacolavano il passaggio I genitori: un sopruso. Willy Pasini: repressione virulenta

Se uscire da scuola mano nella mano costa 3 giorni di sospensione a lui e 2 a lei, quale sara’ la pena per un tenero abbraccio, un bacio senza concupiscenza, un torrido bacio alla francese? E’ questo il problema che atterrisce la gioventu’ studentesca di Potenza da una settimana, dopo la clamorosa sospensione di Maurizio Postiglione, 18 anni, e Manuela Capriglione, 17, solennemente decisa, venerdi’ della scorsa settimana, dal preside dell’ Istituto tecnico commerciale “Leonardo da Vinci”, l’ inflessibile Riccardo Latella. All’ occhiuta vigilanza del capo istituto, dentro e fuori la scuola, per il buon nome della stessa e al fine di preservare da ogni lussuriosa tentazione i suoi giovani discepoli, non sono sfuggiti Maurizio e Manuela, compagni di classe (IV B) e amici del cuore. I due attraversavano l’ atrio della scuola e varcavano il portone d’ ingresso nientedimeno che mano nella mano. Un affronto, uno scandalo, un oltraggio al pudore. Come poteva, il preside Latella, esimersi dall’ intervenire? Lo ha fatto senza esitazioni. E con il garbo di un gentleman. Racconta Maurizio: “Io e Manuela eravamo mano nella mano, quando alle nostre spalle sentiamo uno che dice: “Per caso alla signorina le fa male il ditino?”. Mi volto e riconosco il preside. Prima penso che stia scherzando, poi, quando alza la voce e ordina: “Lascia quella mano”, mi rendo conto che fa sul serio. Manuela, intimorita, non dice una parola e cerca di lasciarmi la mano. Io invece gliela stringo piu’ forte. Il preside insiste e alla fine gli rispondo di no e me ne vado”. I ragazzi tornano a casa e raccontano l’ episodio ai genitori. Ma nessuno si allarma piu’ di tanto, anche perche’ Maurizio e Manuela stanno insieme da tempo, sono ragazzi tranquilli e a scuola non hanno problemi. Ma il preside non l’ ha ingoiata e il giorno dopo e’ quello del “Latella 2, la Vendetta”. Manuela e’ influenzata, restera’ a casa per 4 giorni e apprendera’ a letto della punizione. Maurizio, invece, all’ uscita, viene invitato in presidenza. “Ti informo che per la bravata di ieri vieni sospeso per 3 giorni”, dice il preside. Lui replica che non e’ giusto, che non ha commesso alcuna bravata, ma Latella, preside giudice mono autocratico, decreta che il comportamento di Manuela e’ stato “irriguardoso” e quello di Maurizio “scorretto nei confronti del capo dell’ istituto”. E chiude il breve processo sommario con pronuncia inappellabile e immediatamente esecutiva: 2 giorni di sospensione a lei, da scontarsi dopo l’ influenza, e 3 a lui. Pena accessoria: i due ragazzi tornino a scuola accompagnati dai genitori. Una grande vittoria, per il preside di ferro, che quando torna a casa, dalla moglie, preside anche lei, puo’ giustamente gonfiare il petto ed ergersi ad esempio. Ma davanti alla scuola arrivano microfoni e telecamere, e, in un momento, il caso di Maurizio e Manuela diventa ingombrante. Tutta la citta’ ne parla e allora il capo istituto Latella precisa: “Primo, i due ragazzi stavano scendendo per la scalinata con le braccia “incrociate” (cioe’ l’ uno abbracciava l’ altra, ndr), impedendo cosi’ il passaggio agli altri studenti e rischiando loro stessi di cadere. Secondo, pensavo che la studentessa fosse dolorante a un braccio. Terzo, alla mia richiesta di “dividersi” i due prima non hanno risposto e poi hanno tenuto un comportamento irriguardoso”. Lapidario, Latella. Davanti a lui, gli studenti del “Da Vinci” non fiatano, anche perche’ , raccontano, questo e’ un preside dalla sospensione facile, meglio non mettersi contro… Ma tutto ha un limite, anche nella timorosa Potenza, e allora ecco centinaia di telefonate di solidarieta’ a casa dei due ragazzi, persino da qualche insegnante, come la professoressa di Tecnica. Ed ecco anche le censure al preside. La signora Flora, mamma di Manuela, definisce “assurda” la punizione: “Ma dove siamo, davvero nel Medioevo? Non trovo nulla di scandaloso nel fatto che Manuela e Maurizio si tenessero per mano. Cio’ che scandalizza e’ la decisione del preside. No, non faremo alcuna azione legale, spero solo che non ci siano ritorsioni sui ragazzi”. “Allibita” anche Angela Mazzaro, vedova e mamma di Maurizio, operaia. “Mamma e’ d’ accordo con me. Si e’ trattato di un sopruso. Ma ora, ne sono convinto, se dovessi appena zoppicare in una sola materia, il preside me la fara’ pagare”. Ma cos’ e’ , la scuola del Terrore? “Non lo so . commenta il sessuologo Willy Pasini, da Ginevra ., di sicuro e’ un caso di “virulenza della repressione” ed e’ la prova che con presidi cosi’ ogni progetto di legge sull’ educazione sessuale nelle scuole e’ destinato a fallire”.

Caro preside, ha fatto piangere anche gli innamorati di Peynet Piangono Cico e Pallina, i piccoli fidanzati di una remota trasmissione radiofonica del giovane Fellini. Piangono les amoureux di Raymond Peynet, i due innamorati che vivono tra Cupidi, voliere e abbaini. Anche loro hanno saputo. E’ proibito scendere le scale della scuola mano nella mano, pena la sospensione dalle lezioni. Intrecciare le dita e’ davvero cosi’ pericoloso e scostumato? Cosi’ lesivo dell’ austerita’ e della disciplina, mentre corre l’ anno 1994? La notizia e’ di ieri. E dell’ altro ieri e’ quella, proveniente da Londra, della direttrice di un istituto che impedisce ai suoi alunni di vedere “Giulietta e Romeo” perche’ i due amanti veronesi simboleggiano soltanto una cultura eterosessuale e non tutte le forme della sessualita’ . Come sempre accade, gli estremi si toccano. Ha sbagliato la direttrice Jane Brown, sbaglia il preside Riccardo Latella. L’ errore e’ sicuramente meno vistoso di quello della signora inglese, che contesta il nome Shakespeare. Il preside di Potenza, potra’ , tutt’ al piu’ , prendersela con la vecchia canzone (e’ dal 1918) “Come pioveva” di Armando Gill: quella che dice: “Cosi’ pian piano le presi la mano.mentre il pensiero vagava lontano…”. Forse sbaglio anch’ io, ma ho l’ impressione che, nella “Jurassic School”, si difenda l’ “antiquato” credendolo “antico”.

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