Mostra di Venezia: Isabella Ragonese madrina. Il tributo a Bruce Lee firmato Andrew Lau

Il nuovo talento femminile del cinema italiano è Isabella Ragonese, e non c’è dubbio che dopo il Nastro d’Argento, conquistato come miglior attrice non protagonista, [...]

Il nuovo talento femminile del cinema italiano è Isabella Ragonese, e non c’è dubbio che dopo il Nastro d’Argento, conquistato come miglior attrice non protagonista, questo sia il suo anno. Tra il 2009 e il 2010 la Ragonese  ha sempre messo d’accordo pubblico e critica segnando una missione improbabile quando si esce con più di un lavoro, e lei non ne ha sbagliato uno: dai “Dieci inverni” di Valerio Mieli, a “Viola di mare” di Donatella Maiorca, a “Oggi sposi” di Luca Lucini, a “La nostra vita” di Daniele Luchetti, e ancora “Due vite per caso” di Alessandro Aronadio. Tutto nel giro di pochi mesi.

Per l’attrice siciliana ecco un ulteriore riconoscimento, la consacrazione: sarà madrina della 67ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia. A lei il compito di aprire le danze  nella serata inaugurale (il primo settembre), a lei quello di chiuderle annunciando, l’11, i vincitori del Leone d’oro e degli altri premi del festival.

Dalla Biennale, che ha organizzato per giovedì 29 luglio la conferenza di presentazione della 67ma Mostra, ieri è giunta una nuova anticipazione. In occasione del 70mo anniversario della nascita di Buce Lee, il secondo film della serata d’apertura (il primo sarà Black Swan di Darren Aronofsky) sarà la nuova opera di Andrew LauJingwu fengyun – Chen Zen” (Legend of the Fist: The Return of Chen Zhen), ideale terzo episodio della saga di Chen Zhen, l’eroe portato sullo schermo da Bruce Lee in “Dalla Cina con furore” (1972.

Il film vanta un cast “all-stars”: oltre al superdivo Donnie Yen nel ruolo di Chen Zhen, attori del calibro della divina Shu Qi, il “Dana Andrews honkonghese” Anthony Wong e la nuova star comica della Cina continentale Huang Bo.

“Jingwu Fengyun” riporta sullo schermo l’eroe di arti marziali Chen Zhen, ma in questo nuovo episodio il classico film di kung-fu incontra un inedito un mix di elementi dai serial di agenti segreti e supereroi. Andrew Lau, uno tra i più celebri registi del cinema hongkonghese di genere, autore di Initial D (presentato nel 2005 a Venezia), e della trilogia “Infernal Affairs”, da cui è scaturito il remake hollywoodiano “The Departed” di Martin Scorsese.

Andrew Lau ha dichiarato: «Chen Zhen, personaggio reso celebre da Bruce Lee nel 1972 in Dalla Cina con furore, è stato l’eroe di tutti noi, mentre il film ha spalancato allo stesso Bruce Lee le porte dello starsystem internazionale. Come regista, ho quindi trovato molto difficile affrontare questa versione 2010 di Chen Zhen, interpretato oggi da Donnie Yen, ed in passato portato sul grande schermo da Bruce Lee nel 1972, e da Jet Li nel 1994. La sfida più grande per me, Gordon Chan e Donnie Yen è stata descrivere questo personaggio per la nuova generazione, di sicuro il più grande progetto finora affrontato nella mia carriera di cineasta. Nella mia versione, ho quindi cercato di distaccarmi dai precedenti Chen Zhen della storia del cinema, puntando ad una vera e propria svolta nell’equilibrio tra azione e dramma, nei costumi, nelle scenografie, e nelle scene d’azione. In caso contrario, non avrebbe avuto alcun senso riproporre la storia già nota. Inoltre, proprio quest’anno cade l’anniversario del 70° compleanno di Bruce Lee, nato nel 1940. Realizzando Legend of the Fist: The Return of Chen Zhen ho voluto rendere omaggio ad una leggenda del cinema internazionale».

Una scena del film - The Return of Chen Zhen

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