“Le macchine della meraviglia”, 400 anni di cinema in mostra a Torino

I fratelli Lumière – che riposino in pace – non si risentiranno all’affermazione che il cinema ha quattro e più secoli d’età. Infatti lanterne magiche [...]

I fratelli Lumière – che riposino in pace – non si risentiranno all’affermazione che il cinema ha quattro e più secoli d’età. Infatti lanterne magiche e fantasiosi strumenti ottici, già trecento e passa anni prima del pur geniale debutto dei due inventori francesi, avevano tentato di dare luce e movimento alle immagini. Con risultati a volte scarsi a volte suggestivi, ma che, imperfezioni a parte, sortivano sul pubblico quell’effetto “speciale” che è poi diventato sinonimo stesso del cinema: lo stupore.

Vetri colorati, scatole di legno e strani marchingegni datati XVII e XVIII secolo sono il punto di partenza della mostra

Le macchine della meraviglia. Lanterne magiche e film dipinto. 400 anni di cinema”, da oggi al 7 novembre alla reggia della Venaria Reale (Torino). In arrivo da Parigi, dove ha ottenuto un rilevante successo, l’esposizone è curata dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e dalla Cinémathèque française, ovvero da due fra le più prestigiose istituzioni votate alla salvaguardia del patrimonio cinematografico e custodi delle due più belle e corpose collezioni al mondo di vetri per lanterne magiche, dipinti a mano tra il 1659 e il 1920. In totale oltre 26mila pezzi (non tutti i mostra) per raccontare gli albori del sogno cinematografico.

Storia vuole che ad inventare la lanterna magica fosse, nella seconda metà del 1600, un astronomo olandese: Christiaan Huygens. Con modalità già cinematografiche, all’interno di una stanza buia sul lenzuolo bianco passavano immagini fisse o animate. Erano dipinte su lastre di vetro realizzate con estrema precisione e cura dei dettagli, poiché la proiezione le ingrandiva notevolmente. E i temi dello spettacolo erano i più diversi: dalla scienza alla vita quotidiana, e poi l’arte, l’insegnamento, l’erotismo ma pure la religione, le passioni dell’anima, il melodramma come i racconti e le leggende.  Temi che ritornano nelle quindici sezioni della mostra dove peraltro si racconta come questa antesignana del cinema abbia influenzato i primi cineasti (i fratelli Lumière, Méliès, Zecca e Segundo de Chomón), per poi incantare autori classici come Truffaut, Bergman e Fellini.

Decisiva inoltre è stata l’influenza esercitata sui grandi registi sperimentali di ieri e di oggi, come Emile Reynaud, Len Lye, Norman McLaren e Sistiaga.

Lanterna magica Tri-unial, James Henry Steward, Londra, 1880 circa Coll. Museo Nazionale del Cinema

In mostra accanto ai rari vetri del Settecento e dell’Ottocento ed ai film dei cineasti che hanno fatto omaggio al progenitore della macchina cinematografica, ci sono, a chiusura dell’ampia carrellata, le opere e le installazioni di importanti artisti contemporanei ai quali la lanterna magica ha suggerito ispirazione. I seducenti film di luce solida di Anthony McCall che creano volute di fumo nel buio econsentono allo spettatore di interagire con i fasci luminosi, o il trittico Anima di Bill Viola, videoinstallazione sulle emozioni primarie dell’uomo creata su ispirazione de Le passioni dell’anima raffigurate nel 1668 dal pittore francese Charles Le Brun.

Ma è certo che a destare ancora stupore, anche nello smaliziato pubblico del 2010 ormai abituato al 3D sarà la sala dedicata alle proiezioni di lanterna magica di casa Bracci Testasecca, tutt’ora in funzione. La mostra è a cura di Laurent Mannoni (Conservatore della Cinémathèque française) e di Donata Pesenti Campagnoni (Conservatrice del Museo Nazionale del Cinema). Durante l’esposizione sono in programma numerose eventi e attività collaterali: una rassegna di spettacoli di lanterna magica realizzati dai più rinomati «lanternisti» di oggi, un ciclo di proiezioni e workshop organizzati dal Museo Nazionale del Cinema e dal Dams dell’Università di Torino sul cinema d’avanguardia e sperimentale di ieri e di oggi, e quindi un omaggio al cinema d’animazione italiano contemporaneo.

In occasione della mostra, viene inoltre pubblicato per “Il Castoro” il volume “Lanterna magica e film dipinto” a firma dei due curatori con un’introduzione di Francis Ford Coppola, appassionato cultore di lanterne magiche e antichi giocattoli ottici.

Informazioni mostra: www.lavenaria.it

VETRI PER LANTERNA MAGICA

Spettacolo di lanterna magica Olio su tela, anonimo bambocciante, Piemonte, 1740-1760 Coll. Museo Nazionale del Cinema

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