Dal musical col karaoke, al cinema con Fido. Lo show diventa partecipativo?

Alzi la mano chi non ha mai rischiato una rissa, mentre era tranquillamente seduto nella sua poltroncina del cinema, per colpa della tipella con le [...]

Alzi la mano chi non ha mai rischiato una rissa, mentre era tranquillamente seduto nella sua poltroncina del cinema, per colpa della tipella con le lentiggini e molti fatti non suoi da dire, che commenta ogni cavolo di scena,  o di quel ruminante senza corna ne mammelle, che divora ogni sorta di schifezza possa essere ingurgitata in sala, facendo tanto casino da far perdere anche a coloro che sono devoti a Santa Pazienza il filo del film. Alzi la mano chi avrebbe puntato una pistola alla gola del proiezionista che, dopo 5 minuti di attesa spasmodica per l’intervallo, ha pensato di mettere la bobina non riavvolta, e quindi altri minuti. Tutti voi che avete levate alte le vostre estremità, sappiate che siete vecchi. O meglio, lo siete secondo  molte case di produzione americane, “Paramount” in capo ed anche alcuni gestori di importanti teatri inglesi, templi del Musical.

La faccenda è questa: i ragazzi non vanno a teatro e soprattutto, i film dei cinema, li scaricano da internet illegalmente e li vedono da casa. I mercati dello spettacolo vanno a rotoli e gli operatori corrono ai ripari. Come? Sfruttando l’argento vivo dei ragazzi, portando una specie di tifo da stadio nei cinema e nei teatri, per tentare di riempirli. Gli esempi per ora, non mancano. La nuova versione di “Grease”, corredato dal sottotitolo “Sing – A – Long”, ha visto le sue immagini, con aggiunta dei testi in basso, come una specie di karaoke. Per quello che riguarda la partecipazione, i teatri londinesi del musical, hanno probabilmente vita migliore, visto che quanto meno si interagisce con gli attori veri, ed in fatti sono stati un successo sia “Hair” sia “Mamma mia!”. In America ci vuol ben altro. La Disney, ad esempio, aveva previsto per la prima di “Beverly Hills Chihuahua”,  che il pubblico si recasse in sala accompagnato dal proprio mini quattro zampe, mentre ancora più folle, dotare gli spettatori della saga “Twilight” di magliette con l’immagine dei protagonisti e lasciando la possibilità di lanciarsi in canti da tifosi, durante la proiezione, per sostenere il proprio attore preferito. Quindi, il futuro del cinema, sarà lo stadio? (Davide Rabaioli)

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