Nello storico Grand Hotel et de Milan, a Milano, dove Giuseppe Verdi alloggiò a lungo e dove visse gli ultimi giorni della sua vita, è stato presentato il suo “Rigoletto“, un grande evento per la Rai e per la musica.
Il percorso de “La via della musica“ ideato e prodotto da Andrea Andermann, dopo l’esperienza e i successi internazionali della Tosca in diretta da Roma del 1994, e de La Traviata a Parigi del 2000, continua con Il Rigoletto da Mantova, interpretato da Placido Domingo, “un film in diretta” per la regia di Marco Bellocchio e la fotografia di Vittorio Storaro. L’evento “prenotato”, per ora, in 138 Paesi - ma il numero dice Andermann potrebbe crescere – sarà trasmesso in mondovisione sabato 4 e domenica 5 settembre da Raiuno. Alla presentazione non è voluto mancare nessuno, vista la portata dell’evento, vissuto come un’occasione culturale di portata mondiale, e che, come ha voluto sottolineare il presidente della Rai, Paolo Garimberti “è una di quelle occasioni in cui sono orgoglioso di essere a capo di questa Azienda – cosa che ultimamente non mi capita spesso. Non è affatto semplice – ha continuato Garimberti – imbarcarsi in un’impresa di tali dimensioni, ma è una di quelle occasioni in cui il servizio pubblico deve e può ancora credere di fare cultura: è un impegno il mio, il nostro affinché la Rai faccia cultura”.
Mauro Mazza, direttore di Raiuno ha parlato di “lucida follia produttiva: “questa produzione costerà come due prime serate e mezzo del più costoso intrattenimento della rete ammiraglia, ma Raiuno ha sì la mission di fare ascolti – continua Mazza – ma ha anche l’impegno di fare buoni programmi culturali, e sono sicuro che li faremo”.
Coinvolti nell’opera verdiana, probabilmente la più rappresentata dell’artista, ci sarà l’Orchestra sinfonica della Rai del maestro Cesare Mazzonis, guidata per l’occasione dal direttore Zubin Metha, dettosi “eccitato e felicissimo per la grande occasione”. L’orchestra suonerà dal Teatro Scientifico Bibiena. Le altre location in cui Rigoletto prenderà forma sono i luoghi descritti da Verdi: le sontuose sale di Palazzo Te, Palazzo ducale, la Rocca di Sparafucile (ristrutturata per l’occasione).
Andrea Andermann, il papà di tutta questa operazione “La via della musica”– che tutti garantisco non si chiuderà con Il Rigoletto – è determinato nell’affermare la volontà di tutta la produzione, ma anche dello stesso progetto: “noi vogliamo fare televisione, il nostro sforzo è mescolare i generi: l’opera, il cinema, la musica per farne uno spettacolo televisivo. Noi giochiamo alla tv: ciò che non ho mai voluto fare è quello che i francesi chiamano la captation, ovvero semplicemente mettere delle telecamere, seppur posizionate divinamente e riprendere l’evento. No, io voglio, noi vogliamo creare qualcosa che sia unico e lo sia televisivamente parlando”.
Le telecamere che Marco Bellocchio dovrà dirigere sono trenta (come per una finale di Champions League, in questo caso però il campo di gioco non sarà uno solo, bensì saranno tre): “penso che uscirà una cosa originale e personale, ma verrà difesa ad oltranza la tradizione. Ogni personalismo sarà finalizzato a sottolineare il capolavoro di Verdi”, chiude Bellocchio. L’operazione, “rischiosa” e costosa per l’azienda Rai – come visto – è anche decisamente ambiziosa e lungimirante (diventerà un cofanetto dvd tra le altre cose) e sarà realizzata interamente in alta definizione. (Erika Brenna)
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