A Locarno il cinema di domani: sì ai giovani ma basta sperimentazioni è la linea rossa del 63° Festival del Film di Locarno, la rassegna diretta quest’anno dal più giovane dei direttori mai passati da piazza Grande, il trentanovenne Olivier Père. Meno film nel programma – presentato ieri – ma più appuntamenti: incontri e proiezioni per dare una visibilità maggiore alle opere che passeranno sullo schermo locarnese dal 4 al 14 agosto. “Da tempo i grandi festival hanno abilmente assunto il ruolo di vetrine di lusso del cinema mondiale – afferma Père – ma tale funzione ormai non è più sufficiente. Un festival cinefilo deve acquisire una vera e propria forza di intervento sul cinema, accelerando o favorendo il riconoscimento di un regista, o la comparsa di un paese nella geografia del cinema contemporaneo”.
Due sezioni, quella del concorso internazionale, densa di registi emergenti e la sezione Cineasti del presente riervata agli agli esordienti rappresentano il nucleo centrale della programma che vede in corsa per il Pardo anche l’italiano Daniele Gaglianone, con “Pietro” (I nostri anni, Nemmeno il destino i suoi due primi lungometraggi). E poi, tra i nomi di maggior spicco, il francese Christophe Honoré (Homme au bain), il candese Bruce LaBruce con “LA.Zombie”, una co-produzione tra Germania, Stati Uniti e Francia. Ancora un francese, Isild Le Besco con “Bas-fonds. Complessivamente i film che si disputeranno il Pardo d’oro sono una ventina. La novità è che d‘ora in poi la selezione proporrà anche documentari, si comincia come quest’anno con il monumentale – per durata ma soprattutto per forza emotiva e politica – Karamay di Xu Xin (Cina).
“…dare prova della vitalità della creazione cinematografica e della curiosità del Festival per tutti i generi e tutte le forme di produzione più indipendenti. – prosegue il direttore - Un’effervescenza che si manifesta in una ventina di opere prime, presenti trasversalmente in tutte le sezioni, dal film poliziesco al cinema sperimentale, dal documentario all’animazione, passando per il cinema fantasy e fantascientifico fino alla commedia e al melodramma. Il programma può vantare una cinquantina di prime mondiali, e una rappresentazione geografica molto variegata, che propone un giro del mondo cinematografico dove spiccano una forte presenza rumena, pellicole provenienti dai Balcani, dai paesi scandinavi, dall’America del Nord e del Sud, dall’Asia, ecc”.
Come sempre, non mancheranno ospiti d’eccezione, retrospettive, tributi. In piazza Grande arriverà Jean-Luc Godard che presenterà “Film Socialisme” (già in anteprima a Cannes) e ancora un omaggio a Jean-Marie Strab; e alla coppia Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi. E poi una retrospettiva imperdibile, quella dedicazta al maestro della commedia Ernst Lubitsch, del quale saranno proiettati tutti i film in 35 millimetri tra cui una nuova copia di To Be or Not to Be, un grande classico.
E sull’onda del successo globale del cinema asiatico, almeno tra i cinefili, ecco nella sezione – laboratorio Open Doors, dodici progetti di film provenienti da diversi paesi dell’Asia Centrale, e una retrospettiva di titoli importanti realizzati in questa regione del mondo, accompagnati da cineasti del calibro di Djamshed Usmonov e Aktan Arym Kubat (Aktan Abdykalykov), che tornerà a Locarno, dove aveva mostrato i suoi primi film, per presentare in piazza Grande il suo nuovo lungometraggioThe Light Thief.
Eliminate le sezioni più ardite e prossime alla video arte, il Festival ripiega con l’omaggio a uno dei più noti video artisti Philippe Parreno, che presenterà in piazza Grande le prime immagini di InvisibleBoy, il suo nuovo progetto cinematografico che unisce riprese reali e animazione. Il tributo si completa con i cortometraggi realizzati nell’ambito di varie mostre e con il lungometraggio Zidane, un portrait du 21e siècle, co-realizzato con Douglas Gordon.
Per consultare il programma: www.pardo.ch
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