Liberare l’immagine di Guido Crepax dalle gabbie del suo stesso successo, quello che lo ha tramandato alla storia come fumettista erotico, il più bravo, il più apprezzato e il meno compreso. E’ il tentativo che da tempo accompagna la famiglia dell’artista scomparso nel 2003 lasciando a Valentina, la sua iconica creatura d’inchiostro, l’onere di continuare a raccontare un mondo ben più complesso di quello fissato nell’immaginario collettivo. Un mondo fatto di dimensioni oniriche e di citazioni colte, di contaminazioni con il cinema, la moda, l’arte, e soprattutto la musica: “Mio padre negli anni ’60 – dice il figlio, Antonio – aveva già intravisto tutte le possibilità della multimedialità, e la moda, il cinema, la musica che rappresentavano il suo background li ha travasati in quel fumetto. Perché parlo di multimedialità? Perché l’ha materialmente realizzata, con gli strumenti di allora. Un esempio ne l’Uomo di Harlem, una serie di tavole ciasuna delle quali va guardata ascoltando un determinato brano jazz”.
Guido Crepax e la musica; questo il filo conduttore della mostra allestita a Verbania (Villa Giulia) fino al 31 di luglio. Una mostra intrigante che se ha un difetto è quello di andare avanti solo fino al 31 di luglio – e forse – di non ripetersi altrove. “La musica per Guido era l’accompagnamento della sua stessa vita – spiega la moglie Luisa – il padre era un violoncellista de la Scala e dunque la musica classica era la sua famiglia, la sua casa, la sua infanzia; il jazz, invece, l’altra sua passione, era la musica dell’avventura, rappresentava il ritmo che accompagnava l’azione. Lavorava con un sottofondo dividendosi equamente tra le sue due passioni musicali; sì, ogni storia di Valentina ha una sua colonna sonora”.
Ad accompagnare le tavole in mostra, una serie di fotografie e di filmati che confermano questo aspetto importante della vita di Crepax: l’amicizia con Claudio Abbado che risaliva ai tempi dell’infanzia e poi le foto di Gilberto Crepax, il padre violoncellista con Arturo Toscanini. Proprio al padre Guido Crepax dedicò le tavole di “Zattere” (in mostra), racconto dai risvolti autobiografici ambientato durante la Seconda guerra mondiale con un bambino che accompagna il padre a tenere un concerto alla “Fenice”. E poi le storie “musicali” di Valentina, spesso dense di citazioni, di evocazioni o di suggerimenti diretti, come in quella storia del 1974 “Riflesso”, nella quale l’eroina tenta il primo approccio con un extraterrestre trovato sul terrazzo di casa facendogli ascoltare L’Histoire du soldat di Igor Stravinskii.
Nota di cronaca, anche Hollywood si sta interessando a Valentina, lo ha confermato alla presentazione della mostra Antonio Crepax raccontando di alcuni contatti con una casa di produzione, che avrebbe proposto nel ruolo principale Jessica Alba. Dopo la dubbia Valentina di fine anni Ottanta con Demetra Hampton (Crepax affermò “è una bella ragazza ma Valentina è un’altra cosa”), la famiglia nel rispetto della complessità del personaggio e intimorita dallla standardizzazione di certo cinema stellestrisce vuole mantenere un certo controllo sulla realizzazione dell’opera, e questo con le produzioni Usa non è quasi mai possibile. Altra via per dare un futuro a Valentina annunciata dal figlio del fumettista, è proprio quella della multimedialità, con “prodotti” da vedere e ascoltare magari su l’I-pod. “A mio padre sarebbero piaciuti”.
Il ricordo di Guido Crepax da Raiuno
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