Sanremo History 2005 – 2010. Un grande futuro alle spalle

2006 – Il Festival? Uno show d’arte varia Come in altre vigilie del Festival, le attese per la gara canora si mischiavano alle solite critiche. [...]

2006 – Il Festival? Uno show d’arte varia

Come in altre vigilie del Festival, le attese per la gara canora si mischiavano alle solite critiche. In effetti il Festival, nonostante le critiche e le cassandre, possedeva – e tuttora possiede – quell’inspiegabile malìa che riesce a catturare tutti, anche coloro che a parole fingono di snobbarlo. Perché, si sa: Sanremo è sempre Sanremo!

Edmondo Berselli, un’autorità in materia musicale e non, su L’Espresso del 2 marzo 2006, non fu certamente tenero nel suo giudizio, definendo la manifestazione “Reality Sanremo”: una via di mezzo tra “Music Farm” e “L’isola dei famosi”, con cantanti in disarmo e un rigido meccanismo di esclusione: A dire che ogni anno il Festival è peggiore dell’anno prima si fa la figura dei babbioni che rimpiangono il tempo andato. Però è vero, ogni anno è peggio. (…) Vabbè che è l’edizione numero 56, un anno di transizione, né nozze d’oro né di diamante. Festival di legno come quasi certe medaglie olimpiche. (…) Dopo di che si tratta di riempire cinque serate tv, e non sarà semplice. Perché è vero che quest’anno il Festival sta completando una parabola che prima lo portava ad assomigliare a un reality show, e talvolta ad anticiparne la logica (…); e che adesso invece lo porta all’identificazione completa con i moduli del reality, con un qualsiasi ‘Music Farm’ dove non si riesumano i morti ma i morti di fama.

L’edizione n°56 (da lunedì 27 febbraio al 4 marzo; il mercoledì sosta per l’amichevole Italia-Germania) fu vinta, un po’ a sorpresa e grazie al televoto popolare, da Povia con Vorrei avere il becco. I Nomadi (un lieto ritorno a Sanremo dopo più di trent’anni!) primi tra i Gruppi con Dove si va, coronarono alla grande la loro splendida e lunghissima carriera anche grazie alle vendite del loro nuovo album Con me o contro di me. Anna Tatangelo (terzo posto finale) vinse la Sezione Donne con Essere una donna mentre Riccardo Maffoni (quarto posto finale), con Sole negli occhi, risultò il migliore tra i Giovani, in un Festival con poche emozioni. La conduzione fu affidata a Giorgio Panariello coadiuvato dalla bionda Ilary Blasi e dalla mora Victoria Cabello. Il presentatore, atteso alla prova del “dopo Bonolis”, non seppe essere all’altezza della fama. Così Aldo Grasso: Panariello appare poco convincente nelle vesti di presentatore, poco presente, incapace di dare un senso alle sue già scarse battute. L’unica che ha dimostrato di avere un po’ più di brio (niente di più) è stata Victoria Cabello. L’altra presenza femminile, Ilary Blasi, sembrava essere al festival solo per portare come ospite suo marito Totti.

In effetti, tra gli ospiti italiani, ecco Francesco Totti e Luca Toni, quasi a preannunciare la strepitosa vittoria degli Azzurri nel Mondiale di calcio dell’estate 2006. Oltre ai due calciatori, le Medaglie d’oro dell’Olimpiade di Torino, Leonardo Pieraccioni, Carlo Verdone, Riccardo Cocciante, Silvio Muccino, Arnoldo Foà, Maria Grazia Cucinotta. Ospiti stranieri: John Travolta, Hilary Duff, Shakira.

Nella serata finale, i superospiti Eros Ramazzotti, Laura Pausini e Andrea Bocelli vennero insigniti da Gianni Letta del titolo di Commendatori della Repubblica. Bocelli, già Commendatore, divenne Grand’Ufficiale. In realtà i premiati della serata sarebbero dovuti essere quattro, ma Zucchero non fu presente. Ramazzotti si permise di criticare il design della croce di Commendatore; accortosi della gaffe, si ripresentò sul palco scusandosi per la sua improvvida uscita. La formula di quell’anno prevedeva la partecipazione di diciotto cantanti suddivisi in tre categorie: Uomini, Donne, Gruppi. Ecco i protagonisti, in ordine di classifica. Uomini: Povia, Michele Zarrillo, Alex Britti, Ron, Luca Dirisio, Gianluca Grignani. Donne: Anna Tatangelo, Dolcenera, Simona Bencini, Nicky Nicolai, Spagna, Anna Oxa. Gruppi: Nomadi, Zero Assoluto ; la loro Svegliarsi una mattina sarebbe divenuta uno dei successi dell’anno), Gigi Finizio e i Ragazzi di Scampia, Sugarfree (la loro canzone in napoletano suscitò critiche, in quanto il regolamento vietava brani quasi del tutto in dialetto), Noa con Carlo Fava e Solis String Quartet (con Un discorso in generale, a cui andò il Premio della Critica Mia Martini), Mario Venuti e Arancia Sonora. Tra i dodici giovani, oltre al vincitore Riccardo Maffoni, da ricordare il secondo posto di Simone Cristicchi,, il terzo di L’Aura. A proposito di quel 56° Festival, così scriveva Fernando Fratarcangeli in Raro dell’aprile 2006: Quello che dovrebbe essere l’appuntamento più importante dell’anno con la canzone si è trasformato, ed in modo particolare quest’anno, in un mega show televisivo dove sono passate un po’ tutte le categorie dello spettacolo: attori cinematografici, calciatori, atleti olimpionici, campioni di wrestling…E le canzoni? Relegate in fondo come ultimo interesse. La nostalgia per il ‘vero’ Festival di Sanremo è grande, magari riportato alle classiche tre serate, con un conduttore vero e una più ricercata qualità delle proposte musicali, affinché si faccia veramente del bene alla musica italiana che sta vivendo, forse, il gradino meno felice della sua storia. Utopia?

Il 2006 fu contraddistinto da numerose perdite nel mondo dello spettacolo. A 70 anni, morì Betty Curtis (al secolo Roberta Corti), la cantante che cambiò la musica italiana grazie a Nessuno, il successo del Festival di Sanremo 1959. A 69 anni, scomparve Bruno Lauzi e a 60 anni, se ne andò per sempre Syd Barret, il Crazy Diamond dei Pink Floyd.

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