Corre voce. Registi e film a Venezia 67

Per i cinefili la data da salvare è quella del primo settembre 2010, serata d’apertura della 67esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Prima, [...]

Per i cinefili la data da salvare è quella del primo settembre 2010, serata d’apertura della 67esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Prima, però, c’è un altro appuntamento da rimarcare, quello con la conferenza stampa che, a fine mese – la data non è stata ancora comunicata – annuncerà il programma di questa edizione caratterizzata dalla scoppettiante presenza come presidente della giuria di Quentin Tarantino.

Altro dato appurato è l’assegnazione del Leone d’Oro alla carriera al regista e produttore asiatico-hollywoodiano John Woo, e ancora, l’ampliamento della sezione Nuovi Orizzonti, quella dedicata alle nuove correnti del cinema mondiale, anche ai film fuori-formato (corti e cortissimi). Le certezze pubbliche si fermano qui. Il resto – ovvero la selezione -  sono illazioni, rumor per usare un termine apprezzato. C’è da aggiungere però che non si tratta di ipotesi campate in aria, poiché i film dei quali si vocifera sono tutti bell’e finiti o potrebbero comunque essere pronti per il primo di settembre.

Sarebbe però una bella sorpresa trovare in selezione “I cardinali” (il titolo è provvisorio) l’ultimo film di Nanni Moretti, le cui riprese sono terminate nella prima settimana di giugno. Tratterebbe la storia di un papa depresso e solo che vede nella sua debolezza l’ineduatezza al ruolo affidatogli dal conclave (il papa è interpretato da Michel Piccoli). E’ difficile capire se il film  possa finire nei tempi necessari, insomma per una molteplicità di fattori, sarebbe più un no che un sì.

Data quasi per certa, invece, la presenza di Mario Martone con la sua epopea risorgimentale  “Noi credevamo”. La partecipazione del film alla Mostra di Venezia potrebbe infatti aprire nel migliore dei modi l’anno dei felsteggiamenti per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia.

Saverio Costanzo con “La solitudine dei numeri primi”(dal libro di Paolo Giordano),  Michele Placido con “Vallanzasca” e Sergio Castellitto con “La bellezza del somaro”; sarebbero gli altri italiani in lizza. Italiani che l’anno scorso sono stati quattro.

Somewhere” di Sofia Coppola e ”The Tree of Life” di Terrence Malick; sono – tra gli americani, i più gettonati. Ma perfetto potrebbe essere il debutto di “The Diary Rum” con Johnny Depp per la regia di Bruce Robinson, la cui produzione ne ha annunciato l’uscita per la fine di settembre. “Macheete” di Robert Rodriguez, “The Social Network” di David Fincher, “The Ward” di John Carpenter, “Black Swan” di Darren AronofskyClint Eastwood con “Hereafter”, altri nomi in lizza.

Per il cinema europeo tra le attese più intriganti quella dell’ungherese Bela Tarr con “The Turin horse” “liberamente ispirato a un episodio che segnò la fine della carriera del filosofo Friedrich Nietzsche, mentre per il cinema asiatico, che dopo Cannes è ancor di più sulla cresta dell’onda, tra i vari nomi che si vociferano, quello di Takashi Miike (Thirteen Assassins), Sion Sono (Cold Fish), Tran Anh Hung (Norwegian Wood) e Chao-pin (Reign Of Assassins).

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