“La fine della radio FM”, titola malinconicamente il Telegraph annunciando che Ed Vaizey, il ministro della cultura inglese, confermerà nel corso della Intellect Consumer Electronics Conference l’intenzione delle autorità britanniche di andare avanti con il cosiddetto “passaggio al digitale” anche per le radio.
L’obiettivo sarebbe fissare la data per il cambiamento nel 2015, il che renderà 100 milioni di radio analogiche (nel Regno Unito) obsolete e con esse i segnali in modulazione di frequenza; anche 30 milioni di autoradio andranno convertite o sostituite. Il ministro confermerà lo “switch in” nel corso della conferenza. Ma c’è già chi si ribella, Lord Fowler, il presidente uscente del Comitato delle Comunicazioni della Camera dei Lord ha avvertito che il passaggio scatenerebbe una “esplosione di indignazione”, e penalizzerebbe gli ascoltatori più anziani. D’accordo, stiamo parlando della Gran Bretagna, ma il segnale è significativo e nulla osta che l’idea possa espandersi. Siamo alla fine della vecchia e caria radio FM e di tutto quello che ha significato? Sembra inevitabile, o forse no. Per altro il passaggio al digitale delle radio comporta l’acquisto di apparecchi idonei e autoradio. Quelle possedute sino ad oggi andrebbero al macero con un certo vantaggio dei produttori di apparecchi digitali.
Digitale radio: ne parla Linus
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