Si fa presto a dire pizza. E’ il cibo più abusato del mondo, quello che risponde a migliaia di varianti distanti tra loro come l’Italia dalla Nuova Zelanda. Limitiamoci proprio per questo a parlare di pizza napoletana, l’unica iscritta dall’Unione Europea nel «Registro delle specialità tradizionali garantite» soggetta dunque a un disciplinare che ne assicura una certa uniformità almeno nella lavorazione e nella selzione degli ingredienti. Un ciclo che comincia con la scelta della farina e si conclude nel forno a legna, bocca infernale dalla quale la pizza esce fragrante, bollente e pronta da mangiare.
E questo è il nodo del problema, la pizza va mangiata assolutamente calda, motivo per cui i “puristi” storcono il naso davanti a prodotti extra large che fanno in tempo a raffreddarsi abbondantemente prima di finire per intero nello stomaco (per gli appetiti extra large meglio pizze due piccole). Più difficile sollevare dubbi davanti al rito della pizza d’asporto, che proprio perché è un rito richiede una certa tolleranza, la pizza chiusa nel suo cartone diventa fredda e gommosa dopo pochi minuti? Forse si può ovviare. Alemeno, ci prova il Comieco (Consorzio Nazionale del recupero e del Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosa) che proprio oggi presenterà ufficialmente un nuovo contenitore da asporto pensato per garantire che tutti i “parametri della bontà” della pizza siano rispettati.
E non è un dettaglio da poco: come rileva un’indagine condotta da AstraRicerche per Comieco è emerso che mangiare la pizza all’interno delle mura di casa è ormai un’abitudine per 9 italiani su 10, con una media di almeno 1 volta a settimana per il 22,4%. Il che, in Italia, porta annualmente ad una produzione di 450 milioni di contenitori per il mercato estero e circa 170 milioni per quello interno.
Il nuovo salvapizza è realizzato in cartoncino microonda, quindi permette alla pizza di respirare grazie alle apposite fessure laterali, che consentono al vapore di uscire ma proibiscono all’aria di entrare, preservando più a lungo il profumo e la fragranza della pizza.
Nella realizzazione del salvapizza, inoltre, particolare attenzione è stata dedicata alle possibilità di riciclo del contenitore usato. Il cartone , infatti, può essere facilmente diviso in due parti: la parte superiore, quella non intaccata da sugo e mozzarella, può essere così staccata e finire tra i materiale ‘buoni’ da riciclare.
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