Ravello Festival: la follia dell’arte

Un programma smisurato costellato di nomi eccellenti: il Ravello Festival, partito giovedì sera con il magnifico John Malkovich di “Infernal comedy” le confessioni di un [...]

Un programma smisurato costellato di nomi eccellenti: il Ravello Festival, partito giovedì sera con il magnifico John Malkovich di “Infernal comedy” le confessioni di un serial killer, apre proprio in questo fine settimana una delle partentesi più intriganti. Sondando il tema della follia, e delle sue infinite declinazioni (dai paradossi della società contemporanea, alla pazzia vera e propria, fino a giungere alle tante follie “positive”), la lunga rassegna di teatro e musica di  Villa Rufolo si sofferma anche ad approfondire ciò che l’arte della visione ha detto e/o sperimentato di questa condizione umana. E lo fa attraverso una mostra curata da Achille Bonito Oliva dal titolo più che mai eloquente: “La Follia dell’Arte”.

Il punto di partenza è un’intuizione di Picasso l’idea di un’arte puntata sul mondo, e capace dunque di rappresentare e denunciare le negatività della società e dell’individuo. Da allora, questa “follia dell’arte” indaga e propone i disagi dell’epoca contemporanea, affermando la lotta contro le ingiustizie e la difesa delle diversità, delle minoranze, della storia e dell’ambiente.

E’ con le Avanguardie Storiche all’inizio del XX Secolo che la follia acquista dignità espressiva oltre che concettuale. Col Surrealismo nasce una forma di espressione artistica che usa i procedimenti automatici per liberare le forze dell’inconscio. Negli anni Cinquanta questi temi verranno riconsiderati volgendosi all’infanzia e alle produzioni -artistiche- degli alienati fino a giungere alle esperienze dell’Azionismo viennese e del gruppo Fluxus.

Il rapporto tra arte e follia, è sempre stato stretto –  scrive Bonito Oliva nella nota di presentazione – . Persino quando gli artisti lavoravano sotto il controllo della committenza, essi svilupparono comunque un distanziamento linguistico e concettuale dalle convenzioni estetiche e dalle aspettative sociali intorno a loro. Il legame tra arte e follia sviluppa uno scarto tra le convenzioni delle regole sociali e l’aspettativa culturale che determina uno shock nella routine del vivere quotidiano. Oggi l’arte contemporanea mostra la sua familiarità con la follia diffondendo ad alta voce e senza remore il suo messaggio contro ogni discriminazione e per la valorizzazione delle differenze”.

Riattualizzando l’idea di Picasso di “un’arte puntata sul mondo”, non quindi asettica, formale e distaccata, ma capace di far breccia sulla disattenzione del pubblico, le ultime generazioni di artisti in mostra inaugurano “una catastrofe linguistica che si diffonde come un contagio a catena dall’individuo alla società, contaminandola di un fertile dubbio sull’esistenza individuale e sui destini collettivi.

Nel far ciòprosegue il curatorel’arte è in grado di infondere nuova linfa alla lotta dei pregiudizi sociali, delle discriminazioni, dei luoghi comuni, con un messaggio coraggioso contro le ingiustizie, per la valorizzazione delle minoranze, per la riscoperta e la riconsiderazione della memoria storica individuale e collettiva, per la lotta per l’ecologia”.

In esposizione opere di artisti contemporanei di assoluta fama:  John Bock, Joseph Beuys – Nam June Paik, Francesco Clemente, Jan Fabre, Paul Ferman, Andrew Leslie Hooker, Innocente, Yayoi Kusama, John McRae, Roman Opalka, Arnulf Rainer, Carol Rama, Edoardo Romagnoli, Roberto Schiavi, She-Devil, Adrian Tranquilli, Dennis Tyfus, Wolf Vostell, Francesca Woodman, Michele Zaza.

Programma e informazioni sul Ravello festival, che si protrarrà sino a settembre su www. ravellofestival.com.

Adrian Tranquilli, Dont forget the Joker, 7, still frame, 2009 Regia di Chiara Clemente con Achille Bonito Oliva nella parte del Joker courtesy Studio Miscetti, Roma

Arnulf Rainer, Senza Titolo, 1976 tecnica mista su carta Courtesy Fondazione Morra – Istituto delle Scienze della Comunicazione, Napoli

Carol Rama, Gotica, 2005 tecnica mista su carta courtesy galleria Franco Masoero, Torino

Francesco Clemente, Self Portrait with and without the mask, 2005 Olio su tela di lino. Collezione D’Ercole, Roma

Innocente, Inossidabili, 2010 acciaio inox e marmo sintetico courtesy dell'artista, Verona

Paul Ferman, Who I, 2006 (dalla serie Abstract Particulars n. 317) Fotografia. Courtesy galleria il Ponte Contemporanea, Roma

Arnulf Rainer, J-Bonne, 1986 Tecnica mista su legno. Courtesy Fondazione Morra – Istituto delle Scienze della Comunicazione, Napoli

Wolf Vostell, Giovanna La Pazza, 1980 courtesy Fondazione Mudima, Milano

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