Una novità della IV edizione è la Vetrina Belga, nata in stretta collaborazione con Wallonie Bruxelles International per offrire uno spaccato della scena belga contemporanea. Agli scenografi Simon Siegmann e Steve Stuart (Arié Van Egmond) il Festival ha commissionato il progetto site specific di realizzare la “casa di Teatro a Corte”, ridisegnando il punto festival in stretta relazione con l’identità della manifestazione. Ai moderni e irriverenti clown Okidok con Sleep Experience il compito invece di animare la piazza principale di Garessio, nuova location del circuito festivaliero.
Unica presenza fiamminga è quella di Berlin, l’intrigante collettivo interdisciplinare che presenta in prima nazionale #2 Iqaluit e #3 Bonanza, due tappe del progetto Holocene, costituito da una serie di ritratti di città girati come documentari e poi trasformati in installazioni/performance. Le “protagoniste” sono Bonanza, piccola cittadina del Colorado con 7 abitanti e 5 case, e Iqaluit, nel Circolo Polare Artico, osservata dal pubblico all’interno di un igloo.
Ma è la danza a rivestire il ruolo principale in questa vetrina: Michèle Anne de Mey sarà ospite con la prima nazionale della sua nuova creazione Neige, un lavoro in bianco e nero dal fascino ipnotico, in cui i danzatori si muovono sotto una fitta nevicata con le note della Settima Sinfonia di Beethoven. Karine Pontiers, di Dame de Pic, sarà protagonista di un focus che presenta 4 suoi lavori: Humus Vertebra, incrocio di danza, nouveau cirque, clownerie e mimo con atmosfere fiabesche e surreali, e i tre solo Fidele à l’eclaire, Babil e Harvan, ispirati alla figura dello spaventapasseri.
L’universo femminile è invece al centro di SMS and love, della coreografa di origini argentine Ayelen Parolin, che esplora i rapporti fra tre donne come fossero le galline di un pollaio, osservandole nei loro piccoli riti comportamentali. Josè Besprosvany, tra i principali innovatori della danza contemporanea di area wallona, con Inventions. Recitations crea un esperimento vocale ed espressivo di estrema raffinatezza, coinvolgendo una cantante, un compositore e una danzatrice.
Anche al di fuori della vetrina belga la danza è presente a Teatro a Corte con un evento di grande suggestione, Le Jardin des délices di Blanca Li (in prima nazionale il 17 luglio), ispirato all’omonimo trittico di Bosch. Un emozionante ritratto dell’umanità al ritmo esplosivo di cabaret, hip hop, musical e flamenco, nel contesto eccezionale dei giardini del Castello di Agliè.
In un altro castello, quello di Rivoli, si sviluppa il progetto di Ambra Senatore e Ilaria Turba Non so fare maglie (10 e 11 luglio), dove gli spettatori entrano nel cuore di una piattaforma 10×10 di maglia bianca nelle cui trame s’infilano immagini e azioni create dai visitatori in tempo reale. La catanese Maria Donata D’Urso, ormai parigina d’adozione, presenta uno studio dal titolo Strata Etude (21 luglio); Doriana Crema porta in scena Aspecifiche atipie (21 luglio). Dal Regno Unito arriva in prima nazionale tutto il talento di Billy Cowie che presenta due dancevideo in 3D, The Revery Alone (10 e 11 luglio), da guardare a pancia in su perché proiettato sul soffitto, e Ghosts in the machine (21-25 luglio), ultima irriverente creazione che trasforma Marshall McLuhan in un attore di western.
Per il teatro di parola Beppe Navello cura la regia in prima nazionale di Dette d’amour (15 e 16 luglio) di Eugène Durif, tratto da Il burbero benefico di Carlo Goldoni, con una compagnia franco-italiana. Flavio Polizzy è il protagonista di Settembr(i) (18 luglio) di cui ha anche curato la traduzione dal testo originale di Philippe Malone. Diretta da Michel Simonot, è la storia di formazione di un
ragazzo in un contesto di violenza.
Al genio francese di Céline si ispirano Elio Germano e il musicista Teho Teardo per una inconsueta versione di Viaggio al termine della notte (24 luglio in prima nazionale). Bruno Gambarotta con le Sorelle Suburbe guideranno gli spettatori in Storia d’Italia in 150 date (18 luglio), a cura di Fruttero e Gramellini. L’ultimo giorno di Festival (25 luglio) protagonisti nella Corte d’Onore della Reggia di Venaria saranno Flavia Mastrella e Antonio Rezza, che presenteranno Da Pitecus a Io, un viaggio travolgente all’interno della loro poetica. Nel contesto del Programma Europeo di Cooperazione trasfrontaliera Alcotra saranno infine presentati gli studi finali di due laboratori: il primo a cura di Eugenio Allegri, che propone un percorso sulla Commedia dell’Arte (17 luglio), il secondo tenuto da Jean-Claude Penchenat (22 luglio) sul costume teatrale.
La sezione site specific ospiterà le installazioni 119 di Stuart & Siegmann e Non so fare maglie di Ambra Senatore e Ilaria Turba, nella cornice del castello di Rivoli, ma anche l’installazione Come una barca nel bosco, a cura dei torinesi di Officina dello Spettacolo, e il curioso lavoro dei danesi hello!earth che in Tomorrow everything will be different: edition Torino (12-17 luglio) costruiscono un percorso che guida gli spettatori per la città di Torino attraverso SMS, coinvolgendoli nella creazione di un’inclassificabile “opera d’arte partecipativa”. Site specific è anche il lavoro del celebre Groupe F (25 luglio), specializzato nella realizzazione di spettacoli di fuoco e pirotecnici cui è affidato il gran finale del Festival con un evento fra acqua e fuoco ambientato nella peschiera della Reggia di Venaria.
Per maggiori informazioni e per il programma dettagliato consultate il sito www.teatroacorte.it o contattate il numero 011.5119409. (Nicole Montanari)
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