Architetture del passato soffocate dai capannoni industriali, colline sovrastate dal cemento, tesori d’arte lasciati all’incuria, coste devastate da inutili porti turistici, case abusive a interrompere l’orizzonte, fiumi cementificati, torrenti inquinati, ponti costruiti a metà e centri storici a pezzi, asfalti sulle pietre antiche, colate di cemento dov’era l’erba e poi antenne, tralicci, selve di pale eoliche, muri senza senso… e così avanti, ancora a lungo in un elenco che non è sconosciuto a nessuno, e nessuno si senta privilegiato, perchè se la bruttura non è proprio sotto casa comunque non è mai distante. Inutile oscurare i vetri, inutile ritagliarsi angoli di paradiso anche questo è il paesaggio italiano, la bellezza costruita in millenni di storia e di cività lasciata morire, lasciata nelle mani degli italiani di oggi.
Ma è proprio agli italiani di oggi che arriva l’appello lanciato da Oliviero Toscani, con Salvatore Settis – direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa -, Marco Magnifico – vicepresidente FAI e Vittorio Moretti - presidente Holding Terra Moretti- : farsi delatori del brutto. Impugnare la macchina fotografica – e se non siete proprio abilissimi non importa, c’è un maestro assoluto disponibile anche a fornire qualche dritta – per denunciare con la concretezza delle immagini quello che è diventato il Belpaese. Le immagini (fotografie ma anche video) posso essere inviate al sito www.nuovopaesaggioitaliano.it andando a costituire un enorme archivio del disprezzo. E chissà che a qualcosa non serva.
L’appello di Oliviero Toscani
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