Una mostra per ricordare una storia di 400 anni fa, un episodio oggi relegato ai ricordi scolastici, quando va bene, ma che allora, nel 1610, sconvolse gli equilibri di tutto il Continente: l’assassinio di Enrico IV, re di Francia e Navarra. Un racconto di cronaca affidato all’arte, alle rappresentazioni dell’epoca, è quello proposto dalla mostra “Parigi val bene una messa”, al museo delle Cappelle Medicee di Firenze dal 16 luglio al 2 novembre.
Organizzata dal Polo museale fiorentino unitamente alla Réunion des Musées Nationaux, la mostra che celebra il quarto centenario della ricorrenza è partita il 31 marzo nel Musèe national du Château de Pau dove rimarrà allestita fino al 30 giugno. Quindi, in una versione ampliata, approderà Firenze. Perché Firenze? Perché quel fattaccio di 400 anni fa riguardava,
e da vicino, anche la Toscana e i suoi granduchi, legati alla dinastia francese da vincoli matrimoniali che erano – come sempre accadeva – anche e soprattutto politici. Moglie del defunto re era infatti, Maria dè Medici, nipote di Francesco I, abilissimo diplomatico che con sprgioudicatezza e abilità aveva saputo muoversi sullo scacchiere continentale guadagnando per Firenze un ruolo importante. E passato Enrico a miglior vita, la toscana Maria si ritrovò reggente di Francia, ovvero alla guida del regno più grande d’Europa per conto del figlio ancora bambino Luigi XIII.
In virtù di questi “dettagli” la morte del re non poteva passare sotto silenzio a Firenze e quando la notizia giunse – 9 giorni dopo il delitto -
il giovane granduca Cosimo II decise di rendere omaggio in maniera solenne alla memoria di Enrico. Funerali in effigie venenro celebrati in una basilica di San Lorenzo allestita a lutto del celebre architetto Giulio Parigi. La facciata fu rivestita di panno nero drappeggiato con finiture dorate così come gli stemmi e due scheletri a fianco; all’interno la decorazione si sviluppava con una serie di 26 grandi tele che celebravano il regno di Enrico IV. I dipinti, che furono commissionati a pittori fiorentini che facevano parte dell’Accademia del Disegno, tra i quali l’Empoli, il Curradi, il Poccetti, vennero esposti alle pareti della basilica anch’esse rivestite di ricchi drappi e parate a lutto. L’illuminazione scenografica con una grande molteplicità di candele contribuiva con le scene che rievocavano le gesta e le virtù del re a dare un senso di perpetuazione della sua gloria oltre la morte.
Delle 26 tele a monocromo, che Cosimo II de’ Medici commissionò se ne conservano 19 e costituiscono il cuore della mostra. Narrano le gesta militari condotte dal re e gli eventi più significativi della vita dei due c
o
niugi, in particolare i successi politici come la ritrovata pace con la Chiesa cattolica romana (da cui la celebre frase che dà il titolo alla mostra) e l’alleanza privilegiata fra i Medici e la Francia.
In mostra saranno esposte, tra l’altro, le incisioni e i disegni raffiguranti il magnifico apparato e l’orazione funebre che facevano parte del volume sulle esequie che venne dato alle stampe nello stesso 1610. Per una maggiore comprensione degli eventi e dei rapporti che legarono la Francia a Firenze, oltre che delle personalità e dei protagonisti che ne furono artefici, saranno in mostra documenti inerenti il matrimonio, pregevoli medaglie celebrative dei granduchi di Toscana con l’albero genealogico della famiglia Medici, ritratti del re e della consorte in pittura e scultura. Fra tutti emerge un interessante bozzetto di Pieter Paul Rubens con lo Sbarco di Maria de’ Medici a Marsiglia eseguito come modello per una delle tele del famoso ciclo dedicato all’apoteosi di Maria, ora al Louvre. Il ciclo pittorico, commissionato al pittore fiammingo da Maria tra il 1622 e il 1624, si avvalse per i temi da rappresentare alle incisioni eseguite per il volume sulla cerimonia funebre tenuta a Firenze, quella stessa che oggi si rievoca.

Ambito di Giulio Parigi Veduta della facciata Il difuori della facciata Firenze, Biblioteca Riccardiana

Ambito di Giulio Parigi Veduta dell'interno Prospettiva del'Apparato Firenze, Biblioteca Riccardiana

Attribuito a Nicolas Briot Meaglia dell'incoronazione di Maria de Medici Pau, Musèe National du Chateau
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