Ci sono tanti luoghi in cui un pittore non professionista può esporre le sue opere per farle conoscere: Roberto Polizzi ha iniziato con l’esporle dal proprio parrucchiere, riscuotendo la curiosità e l‘approvazione dei clienti, che anzi si moltiplicavano ed entravano per “dare una sbirciatina”. Polizzi è milanese, nella vita ha avuto un lavoro “normale”, ma da quando è bambino non riesce a non dipingere: i suoi grandi amori sono la moglie, la figlia e la pittura. Presenta in un locale milanese (Blanco, Piazzale Lavater angolo Via Morgagni) alcune delle sue opere dal titolo “Onde e vortici di colore”, dove il colore rappresenta nella sua storia un amore assoluto. I suoi ricordi risalgono agli anni delle scuole elementari e già il colore riempiva la sua vita, facendogli anche molta compagnia. Ha iniziato a dipingere con tempera su cartoncino, ma poi verso i trent’anni “sono stato folgorato dal regalo di un’amica: una cassetta di colori ad olio, lì davvero mi è sembrato di scoprire l’universo. Finalmente ho potuto lavorare sui colori, sul concetto stesso di infinito del colore che mi affascina profondamente. Sono sempre stato ispirato dall’optical art e il mio dipingere è cresciuto nella ricerca costante del colore in un’ottica geometrica, il tutto sempre a mano libera”. Riconosce in Kandinsky un ispiratore assoluto “ha dato la possibilità a chiunque di dipingere: ha superato i modelli classico accademici e ha dato alle forme e ai colori una potenza mai viste prima”. Le sue opere, che nascono dalla sperimentazione, dalla ricerca minuziosa di accostamento dei colori, mai dalla loro sovrapposizione, passa anche attraverso lo studio del simbolismo del colore.
“Quando inizio un quadro non so mai come andrà a finire, prima lo provo in un formato piccolo, poi, dopo aver trovato l’accostamento adeguato - dopo tentativi, osservazione e altri tentativi, il lavoro è impegnativo e minuzioso, nulla è ma lasciato al caso, il colore deve farmi sentire armonia – lo realizzo nel formato definitivo. Quando l’opera è finita la gioia è grande: una volta compiuta è come se l’anima uscisse fuori”.
L’esposizione si trova a Milano nel locale “Blanco” di via Morgagni 2. (Erika Brenna)
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