Per Jean Michel Basquiat si potrebbe applicare una formula abusata ma sempre buona: è morto troppo giovane per riuscire a vedere la sua stella danzante finire usurata dal tempo. E in questo 2010 che lo avrebbe visto raggiungere i 50 anni, il profilo artistico del “graffitaro” morto per overdose nel 1988, all’età di 27 anni, non è mai stato così alto.
Otto anni di lavoro per circa mille opere, l’artista è stato prolifico ed oggi che il suo nome è sempre più di culto, i grandi collezionisti ed i musei (quando possono) se lo disputano a suon di svariati milioni. Probabilmente lui avrebbe visto con un certa indifferenza il fatto d’essere presente nelle case di star come Madonna, Leonardo Di Caprio o dell’ex genio del tennis John McEnroe, la cui predilezione per il graffitista di Brooklyn è notoria.Ma proprio in virtù di una grande produzione (ai mille dipinti noti vanno aggiunti tra i duemila e i tremila lavori su carta) il mercato delle opere di Basquiat è vivace e sostenuto. Tanto per restare nell’attualità ad Art Basel 41 sono trenta i lavori proposti da sei gallerie diverse e due sono in vendita a 12milioni di dollari. Ed a ulteriore conferma di un interesse sempre crescente, proprio a Basilea la Fondazione Beyeler dedica a Basquiat un’ampia retrospettiva che rimarrà allestita fino a settembre.
“La forza di Basquiat era nella sua capacità di fondere immagini dalle strade, giornali e TV con lo spiritualismo della sua eredità haitiana, iniettando entrambi in una comprensione intuitiva del linguaggio della pittura” ha detto Jeffrey Deitch, nuovo direttore del Museo di Arte Contemporanea di Los Angeles a The Art Newspaper sintetizz

Andy Warhol "Jean-Michel Basquiat", 1982 Unique, vintage gelatin silver print, 25,4 x 20,32 cm Courtesy Galerie Bruno Bischofberger, Zurich © 2010 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts. Inc., New York/ProLitteris, Zürich
ando in poche parole l’essenza dell’artista cresciuto sulle strade di New York ascoltando richiami e storie della sua terra d’origine.
Insomma, non è azzardato dire che per i collezionisti d’arte contemporanea, il lavoro di
Basquiat possa essere paragonabile a quello dei più grandi, se volete anche a Picasso. All’asta, il prezzo più alto mai pagato per un Basqu
iat è di 14,6 milioni di dollari; fu raggiunto per un’opera senza titolo del 1981 battuta da Sotheby’s di New York nel 2007. Quel che è certo è che sembra impossibile scendere al di sotto degli 800mila euro, prezzo minimo per un’opera su carta del periodo meno brillante dell’artista, quello successivo agli anni 1981-83, considerato quest’ultimo il “biennio d’oro”. E così, nonostante le cifre da capogiro (l’ultimo lavoro di Basquiat messo all’asta, a maggio, ha raggiunto i 7,3 milioni di dollari su un prezzo di partenza di 2,5) capita che la maggior parte delle opere messe in mostra alla Fondazione Beyeler , oltre cento tra dipinti, opere su carta e oggetti, provenga proprio da collezioni private.
La grande retrospettiva propone un’immersione totale nel mondo di Basquiat, un universo coloratissimo e potente popolato da figure comico-grottesche, sagome scheletriche, curiosi oggetti di uso quotidiano e poetici slogan. E fondendo la cultura pop con l’ironica critica della società dei consumi, Basquiat parlava d’ ingiustizie sociali mentre la sua leggenda andava a costruirsi.
Jean-Michel Basquiat (1960 -1988) è stato certo una delle personalità più affascinanti e controverse del mondo dell’arte. Dopo l’avvio della scena underground di New York come graffitista, musicista e attore, a diciannove anni iniziò a dedicarsi alla pittura. Il suo lavoro, altemente “energetico” ed espressivo trovò presto larghi consensi. Supportato da Andy Warhol, divenne ancora giovanissimo una star di fama internazionale. Il più giovane partecipante alla rassegna Documenta, espose ad Art Basel, alla Biennale di Venezia, e nelle più famose gallerie. Il figlio di immigrati dai Caraibi, Basquiat è stato il primo artista nero ad avere una svolta di alto livello. Famose le sue collaborazioni con Keith Haring, Francesco Clemente, Debbie Harry, e molte altre stelle. Tutto questo in soli otto anni.
La mostra è stata concepita dalla Fondation Beyeler, in collaborazione con il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, dove sarà allestita dal 15 Ottobre 2010 al 30 Gennaio 2011.

Jean-Michel Basquiat nel suo studio in Great Jones Street, New York, 1985 - sullo sfondo Untitled, 1985, Acrylic and oilstick on wood, 217 x 275,5 x 30,5 cm (detail) Private Collection, Photo: Lizzie Himmel© © 2010, ProLitteris, Zürich

Jean-Michel Basquiat Untitled, 1981 Acrylic and oilstick on canvas, 207 x 176 cm The Eli and Edythe L. Broad Collection, Los Angeles Photo: Douglas M. Parker Studio, Los Angeles © 2010, ProLitteris, Zürich

Jean-Michel Basquiat Untitled, 1981 Acrylic, oilstick, and spray paint on canvas, 198 x 173 cm Collection of Mia and Patrick Demarchelier © 2010, ProLitteris, Zürich

Jean-Michel Basquiat Untitled, 1982 Acrylic, oilstick, and spray paint on wood panel, 183 x 122 cm Private Collection, Courtesy Tony Shafrazi Gallery, New York © 2010, ProLitteris, Zürich

Jean-Michel Basquiat Untitled, 1982 Acrylic and oilstick on canvas, 193 x 238,8 cm Private Collections / New York, Courtesy of Meridian Gallery © 2010, ProLitteris, Zürich

Jean-Michel Basquiat Untitled (Boxer), 1982 Acrylic and oilstick on linen, 193 x 239 cm Private Collection © 2010, ProLitteris, Zürich

Jean-Michel Basquiat Boy and Dog in a Johnnypump, 1982 Acrylic, oilstick, and spray paint on canvas, 240 x 420,5 cm Courtesy, The Brant Foundation, USA © 2010, ProLitteris, Zürich

Jean-Michel Basquiat Philistines, 1982 Acrylic and oilstick on canvas, 183 x 312,5 cm Collection of Irma and Norman Braman © 2010, ProLitteris, Zürich

Jean-Michel Basquiat Self-Portrait with Suzanne, 1982 Oilstick on paper, 152,4 x 101,6 cm Courtesy, The Brant Foundation, USA © 2010, ProLitteris, Zürich

Jean-Michel Basquiat Zydeco, 1984 Acrylic and oilstick on canvas, 218,5 x 518 cm Bischofberger Collection, Switzerland © 2010, ProLitteris, Zürich

Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat and Francesco Clemente, New York, 1984 Courtesy Galerie Bruno Bischofberger, Zürich Photo: © Beth Philipps

Jean-Michel Basquiat nel suo studio in Great Jones Street a New York, 1985 sullo sfondo Flexible, 1984, Acrylic and oilstick on wood, 259 x 190,5 cm © 2010, The Estate of Jean-Michel Basquiat, New York Foto: Lizzie Himmel © © 2010, ProLitteris, Zürich
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