Manfred, il dramma romantico di lord Byron al Regio di Torino

Dopo il debutto in prima nazionale al teatro Carignano di Torino lo scorso 11 giugno, Manfred, il dramma romantico di lord Byron, si sposta al [...]

Dopo il debutto in prima nazionale al teatro Carignano di Torino lo scorso 11 giugno, Manfred, il dramma romantico di lord Byron, si sposta al Regio. In questa cornice avranno luogo le ultime repliche dello spettacolo, dal 19 al 24 giugno.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Protagonisti dell’allestimento teatrale firmato dal regista Andrea De Rosa sono innanzitutto l’orchestra e il coro del massimo torinese, diretti dal maestro Gianandrea Noseda, che si cimentano con le musiche di scena originali di Schumann. Lo spettacolo è interpretato da Valter Malosti e da Marco Cavicchioli, Francesca Cutolo, Milvia Marigliano, Daniela Piperno.

MANFRED: Paola Caterina D'Arienzo, Valter Malosti - fotografia di Bepi Caroli

Lord Byron compose il Manfred nel corso degli anni Dieci dell’Ottocento, ma fu solo varcata la metà del secolo che Robert Schumann ne trasse il melologo che ora viene proposto in una nuova edizione fondata sulla traduzione di Enzo Moscato. Opera romantica, costruita su passioni assolute come amore e morte, ma anche su più sottili e contemporanee riflessioni sulla perdita della memoria del tempo passato e della fede, Manfred è denso di temi capaci di sedurre ancora oggi: il romanticismo assoluto, l’algida solitudine del superuomo, lo scontro tra umano e soprannaturale. Amante dell’Italia, dove soggiornò a lungo, George Gordon Byron si impose nel mondo romantico-risorgimentale per il suo spirito poetico, capace di animare alte imprese e gesti eroici, quegli stessi ideali che infiammarono l’Italia non ancora unificata. Anche se l’opera di Byron non era stata pensata per la rappresentazione scenica, egli compose questo lavoro con lo scopo di enfatizzare il testo poetico, affidandosi al melologo. Il regista Andrea de Rosa scrive nelle proprie note: “ – Che cosa vorresti tu da noi? – chiedono nel primo atto a Manfred quegli spiriti che egli stesso ha evocato. “L’oblio” è la risposta. Forgetfulness è la parola chiave, quella che mi ha attirato dentro questo strano e difficile testo-mondo, in cui valgono regole che sono ormai quasi impossibili da immaginare e dove si parla di cose lontane e perdute. Spiriti, appunto, dolore irreparabile, morte… Manfred vive in questa terra lontana in cui è ancora possibile evocare i morti, gli spiriti, chiedere loro cosa vale e scoprire che non “un giorno in più” è la risposta, ma il silenzio, l’oblio, la morte. La morte e il silenzio, la libertà e l’assoluto che a Manfred, per un maleficio, sono negati. Difficile da immaginare. Ma proprio per questo tanto più irresistibile l’invito a varcare la soglia di questo inquietante universo“. (Nicole Montanari)

L'orchestra del Regio diretta da Gianandrea Noseda (Courtesy Fondazione teatro Regio di Torino)

Gianandrea Noseda (Courtesy Fondazione teatro Regio di Torino)

MANFRED: Valter Malosti - fotografia di Bepi Caroli

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