“E’ più importante essere o apparire? Contrariamente a quello che potrebbe pensare una persona mediamente psicanalizzata o religiosamente infiammata, pare che oggi sia diventato più importante apparire”. E’ questo l’interrogativo/riflessione che Camilla Baresani fa nella prefazione del libro di Viviana Musumeci “Divi a perdere. Il Consumo delle star nella società dello spettacolo”. Il libro, frutto prevalentemente dell’osservazione sul campo della scrittrice, giornalista esperta di comunicazione e di gossip, analizza come ormai la nostra società sia impregnata di divi, star o starlette. L’assunto del padre della pop art Andy Wahrol “tutti avranno i loro quindici minuti di celebrità” non solo si è avverato, ma si è persino moltiplicato: oggi il pubblico non si limita a guardare, pretende di essere egli stesso un vip, perché oggi ha i mezzi per farlo. Quando Wahrol fece quella provocazione lungimirante non esistevano i reality shows e nemmeno i social network: oggi, poco importa se la fama non è planetaria, ma ciò che conta è che una audience, anche piccola possa registrare – e perciò affermare – la presenza di chiunque decida di essere visibile in tv o su Facebook o My Space.
“La società di oggi –dice l’autrice- è basata sulla vetrinizzazione come vera e propria ideologia, il dialogo tra aziende e consumatori è affidato sempre più spesso a portavoce che popolano le fantasie e l’immaginazione degli utenti: le star o le celebrità, che ormai vivono sui giornali, nei talk show televisivi, nelle campagne pubblicitarie, su internet e negli immancabili social network. Le star diventano perciò non soltanto testimonial di prodotti, ma testimonial del sistema stesso”. Il libro è indirizzato ai lettori comuni, curiosi delle regole del mondo dell’immagine, agli studenti di comunicazione, così come ma anche alle stesse star e promoter potranno provare a darsi una risposta: il successo fa bene o male? (Erika Brenna)
Viviana Musumeci si presenta
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