La 53ma edizione del Festival di Spoleto, meglio nota come Festival dei Due Mondi, aprirà venerdì 18 giugno e fino al 4 luglio sarà densa di appuntamenti e incontri: da domenica 27 a martedì 29 giugno l’attenzione si concentrerà su una rassegna monografica del regista, scrittore e sceneggiatore Italo Moscati, dal titolo “Spettacolo Italia”.
Moscati porta al Festival, manifestazione internazionale di musica, arte, cultura e spettacolo, nove film documentari che raccontano attraverso le storie di grandi personaggi dello spettacolo e della cultura gran parte del nostro Paese: “Ho visto in questo Festival che frequento e apprezzo da anni come luogo di vera cultura, l’occasione per rivedere lo Spettacolo italiano e i suoi protagonisti: un omaggio ma anche una speranza per il futuro, e cioè che lo Spettacolo italiano possa ritrovare tutti i suoi talenti e la sua meravigliosa storia”.
Questi sono i film documentari di Moscati, che firma come regista e sceneggiatore, presentati a Spoleto “Non solo voce: Maria Callas” (2007), una biografia emozionante della cantante greca divenuta celebre in Italia: successo, travolgenti passioni, amori, cronaca, cinema e dolori, ma anche il racconto dei fatti meno noti riguardanti la diva, dall’accusa di collaborazionismo con i nazisti, alla fuga in America, ai debutti inquieti. “Luciano Pavarotti. L’ultimo tenore?”(2008): il documentario ripercorre la vita e la carriera del tenorissimo, partendo dalle sue umili origini, passando attraverso la scelta del canto, i primi successi, le nozze e le figlie, l’incontro con Nicoletta Mantovani , le imprese da cantante imprenditore di concerti nelle capitali del mondo, da Londra a New York e il suo attivismo nella beneficenza. “Via Veneto Set”in cui Moscati porterà lo spettatore negli anni ruggenti della Dolce Vita: la strada romana simbolo della ribalta nelle immagini e nella satira dei cinegiornali, personaggi famosi, Fellini, comparse, delitti, giornali scandalistici, trame politiche, ma anche personaggi dal passato glorioso che qui si rifugiarono, come Soraya, ripudiata dallo Scia persiano.
“Passioni nere” (2000) è il racconto di un cinema che inizia negli anni Trenta e cambia volto nel giro di pochi anni, quelli della parte finale della seconda guerra mondiale (1943-45). Dalle commedie dei telefoni bianchi ai film epici, dall’Olimpo di Cinecittà con la nascita e l’affermazione dei divi (Luisa Ferida, Osvaldo Valenti, Amedeo Nazzari, Gino Cervi e altri) alla resa dei conti di una dura guerra civile, fino a che sul cinema calò il buio mentre si preparava la breve ma feconda stagione del neorealismo. “I protagonisti”(2000) è un’accurata selezione di interviste, testimonianze di cinque grandissimi italiani che si raccontano attraverso la tv: Indro Montanelli, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Sophia Loren e Monica Vitti. E’ la rappresentazione di una Italia che il montaggio televisivo ricrea, dando sapore a “ritratti involontari”, fatti dai protagonisti stessi, senza aggiunta di commenti. (Erika Brenna)
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